15 luglio 2003

Scorciatoie


13000 insegnanti di religione, tra pochi mesi, saranno immessi in ruolo, grazie a un concorso bandito esclusivamente per loro.
Niente da dire? Ma come, nella scuola abbiamo un esercito di precari in attesa di essere assunti a tempo indeterminato e ci lamentiamo se 13000 di questi, finalmente, ottengono il contratto?
Sarà, ma c'è da dire che questi 13000 baciati dalla buona sorte entreranno in ruolo attraverso una procedura strana, dopo aver lavorato insegnando una materia facoltativa e, soprattutto, dopo aver lavorato solo grazie allla selezione operata dalle curie.
Si apre così un canale provilegiato attraverso cui si entrerà in ruolo grazie al beneplacito della curia diocesana.
Il lato peggiore è che, ovviamente, la maggior parte di questi insegnanti, subito dopo l'immissione in ruolo, chiederà appena possibile di migrare verso altre cattedre, più "appetibili", sottraendo così le cattedre a precari che aspettano, magari da 10/15 anni l'immissione in ruolo.
La ministra (speriamo ancora per poco) non si preoccupa dei danni che un simile provvedimento porterà ad una scuola che lei sta già distruggendo (con notevoli successi, complimenti!!).
Non ho niente contro i colleghi di religione, ma non si può certo essere contenti del fatto che per vedersi riconoscere i propri diritti si debba per forza applaudire a una così feroce ingiustizia.

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