25 settembre 2005

Vota Fausto, vota Fausto!


Le elezioni politiche del 2006 si preannunciano come un’occasione, forse l’ultima, per invertire il processo di degrado culturale, economico, politico e, soprattutto, sociale, del nostro paese.
L’esperienza dei cinque anni di governo della destra ha drasticamente messo in evidenza le contraddizioni di un modello di sviluppo, quello neoliberista, che, presentatosi come panacea per la risoluzione di tutti i problemi, si è rivelato come fonte di crescenti ingiustizie, di riduzione degli spazi di democrazia reale, di appiattimento sul modello unico proposto da un sistema dei media controllato, in Italia e nel resto del mondo, da una oligarchia legata al sistema delle banche e alla politica ultraliberista del FMI. In Italia, questo processo, non è meno drammatico che altrove, pur avendo assunto le vesti, spesso grottesche, del berlusconismo. Le centinaia, forse migliaia di morti che ogni anno avvengono nel canale di Sicilia; la drammatica riduzione del potere d’acquisto del salario dei lavoratori dipendenti, il progressivo arricchimento della ristretta oligarchia che controlla l’economia; la frattura che incomprensibili ritualità hanno prodotto tra la politica e i cittadini; la sostanziale trasformazione del paese in un vassallo militare al servizio degli americani, in disprezzo dell’art. 11 della Costituzione, non soltanto non inducono alcuna ironia ma mostrano un drammatico processo di arretramento degli spazi della democrazia, ormai ridotta a poco più che un regime plebiscitario. Inoltre, in questo processo, il sud del paese paga il prezzo più alto. È ricominciata la penosa emorragia delle migliori energie del meridione, costrette a sottoporsi a una nuova emigrazione, resa ancor più drammatica dalla prospettiva di un precariato indefinito. Molti giovani rinunciano alla prospettiva stessa di un lavoro non precario e finiscono per rinunciare alla possibilità di emergere dalla zona grigia del lavoro “quasi regolare”; la prospettata riforma costituzionale della destra, la cosiddetta “devolution” toglierà al sud ogni prospettiva di rete sociale, servizi come la sanità, la scuola, la sicurezza sociale saranno drasticamente ridotti, a causa del venir meno dei meccanismi di redistribuzione degli introiti fiscali. Per questi e altri motivi, è necessario che si produca una radicale inversione di tendenza nella politica e nei meccanismi economici del paese, perciò non soltanto noi riteniamo indispensabi-le una netta affermazione dell’Unione alle prossime elezioni, ma riteniamo altrettanto indi-spensabile che nella stessa Unione, per arginarne la deriva neocentrista, si affermino le posizioni più chiaramente e coerentemente “di sinistra”. In questo contesto e per questi fini, noi cit-tadini di Raffadali ci impegniamo, in vista delle prossime primarie, a sostenere la candidatura di Fausto BERTINOTTI. È nostra convinzione, al di là
dell’appartenere o meno alla forza politica di cui è segretario, che la sua candidatura non soltanto sia una speranza di poter ancora invertire il declino democrati-co del paese, ma ponga anche la prospettiva di nuove politiche in materia economica e sociale che tengano conto delle esigenze delle classi più deboli, degli sfruttati, degli emarginati, dei migranti, di tutti coloro, quindi, che la società dei forti ha spinto fuori dai confini della “civiltà”. Le scelte, senza se e senza ma, per la pace e contro le guerre americane per il dominio del mondo, sono un elemento qualificante di un programma coerentemente di sinistra. Accanto a ciò, la battaglia contro la legge 30 e il lavoro precario diventa una scelta qualificante di dignità e di libertà per tutti i giovani che necessitano di un lavoro certo e di prospettive dignitose. Solidarietà, pace e dignità sono gli elementi di un vero programma di sinistra che noi ritro-viamo nel programma del candidato Fausto BERTINOTTI e che ci inducono a sostenerne la candidatura per le primarie dell’Unione. Per una vera alternativa di sinistra.

Nessun commento:

Posta un commento