26 marzo 2006

Orribile

Orribile, questa campagna elettorale è orribile.
Sarà per la tendenza irrefrenabile degli italiani a occuparsi del superfluo, sarà perchè tutti, a destra come a sinistra, sono desolatamente privi di argomenti decenti, sarà perchè abbiamo "la classe politica più ignorante d'Europa", per parafrasare Pasolini, sarà perchè abbiamo esattamente quel che ci siamo meritati, in ogni caso, se una campagna elettorale è il momento in cui si mettono in vetrina le forze migliori che si candidano a governare un paese, poveri noi!
Lasciamo perdere la destra, sarebbe fin troppo facile ironizzare sui vari calderoli, castelli, berlusconi, gasparri, demichelis (DEMICHELIS?????). Ma anche a sinistra c'è poco da salvare, coi vari rutelli, d'alema, mastella, craxi (CRAXI????? ma è il figlio... oltre al danno, la beffa).
Lasciamo perdere gli individui, davvero, ma almeno dei temi di questa campagna vogliamo parlare?
Tutti a parlare di economia che va male, ma c'è un cane che abbia il coraggio di dire che, visto che la colpa è delle politiche neoliberiste, occorre abbandonare queste politiche e costruire un modello sociale in cui contino più le persone che le merci e più la cultura che il commercio?
Tutti a parlare del lavoro, ma c'è qualcuno che abbia il coraggio di dire che la tutela del lavoro non è un "costo" per l'imprenditore ma un sacrosanto diritto del lavoratore senza il quale l'imprenditore non esiste e, soprattutto, non esiste prodotto?
Tutti a parlare di pace, ma c'è un cane che abbia il coraggio di dire che finchè le relazioni internazionali saranno basate sui vecchi schemi del Novecento (NATO, ONU, Occidente, Europa/America...) e sui vecchi modi di produzione dell'Ottocento (lavoro "dipendente", petrolio, capitalismo...) non si esce fuori dalla logica dei conflitti preventivi o d'altro genere e dalla necessità di stabilire rapporti di dominazione basati sulla forza?
Tutti a parlare di etica, ma c'è un cane che abbia il coraggio di dire che non sono nè i partiti nè le chiese nè tantomeno le filosofie a dover dettare l'etica che nasce soltanto dalle scelte dell'individuo nella sua concreta situazione esistenziale? Davvero crediamo che i "comitati etici" possano supplire al dafault dell'etica dovuto alla marginalizzazione dell'individuo?
Ma no! conviene molto di più inseguire l'ultima dichiarazione di rotondi, l'ultimo coup de théatre di qualche idiota neonazista, l'ultimo movimento del naso del cardinale ruini o l'ultimo feroce diktat della confindustria travestito di finta bonomia.
Conviene perchè abbiamo la politica che ci meritiamo, i governanti che ci meritiamo, la destra e la sinistra che ci meritiamo e, tra qualche tempo, avremo il quindicesimo parlamento consecutivo che ci siamo meritati, nè più nè meno che quello.

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