01 aprile 2006

Kattolici 2

Voglio continuare, con qualche riflessione, quanto dettto nel post di ieri.
Che questa chiesa di oggi provochi disagio, anche nei credenti marginali è un dato di fatto. Il peggio è la compagnia con la quale ci si ritrova.
A guardarti intorno sembra davvero che se non si è del tutto privi di pensiero autonomo, di spirito critico, di capacità di ragionare con la propria testa non ci si possa nemmeno dire credenti.
Trionfa un cristianesimo fatto di granitiche certezze, nemmeno costruite autonomamente ma semplicemente prese di peso dalle affermazioni dell'autorità ecclesiastica. I buoni credenti sono quelli che hanno portato il cervello all'ammasso, manipolati dalle farneticazioni di Radio Maria, dalle ipocrite dichiarazioni di Ruini e compagni di merende, dagli indottrinamenti feroci dei vari movimenti anticonciliari.
Che ne è di quella chiesa dinamica, che discuteva, si confrontava, cresceva?
Che ne è di quella chiesa nella quale si respirava aria pulita dopo secoli di inquisizione?
Dobbiamo rassegnarci ad assistere impotenti a una chiesa che si inaridisce sempre più?

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