21 giugno 2006

Ritenta, sarai altrettanto sfortunato

Ho un'immagine, un ricordo ben preciso. Al momento dell'ultimo voto su questa riforma della Costituzione, un gruppo, anzi, un manipolo di leghisti, felici e ridenti, si precipita verso la tribuna, dove un relitto umano che un tempo era stato il segretario politico della Lega Nord, viene abbracciato e complimentato da tutti.
Perchè?
Quello era lo stesso uomo che proclamava di voler spaccare l'Italia, di voler rompere l'unità nazionale, di voler costituire una nazione padana indipendente da "Roma ladrona" e libera dai terroni assistiti e stupidi.
Perchè quei complimenti? Se, come dicono i fascisti di A.N. questa riforma salvaguarda l'unità nazionale, perchè i secessionisti erano così contenti?
Qualcosa non funziona!
Ci stanno coglionando!
Una seconda considerazione.
Tra i "padri nobili" di questa riforma c'è, senza dubbio, Berlusconi. L'uomo non ha mai nascosto il suo disprezzo per la politica, per il Parlamento, per i lacci e gli inghippi che, secondo lui, sarebbero costituiti dalle procedure democratiche. Lui ha sempre detto di voler avere le mani libere di voler essere lui a gestire direttamente le cose, come si fa in una azienda. Si richiama sempre all'esempio aziendale, seguito in questo dai ras di Confindustria, anche loro esponenti di quella corrente di pensiero che vede nella politica in quanto tale l'origine di tutti i mali. Il loro slogan è sempre stato: meno parole e più azione!
Questa riforma fa proprio questo. Trasforma il Presidente del Consiglio dei ministri in un Leader assoluto, investito dal voto popolare, sganciato da ogni controllo, legato misticamente al popolo e dotato di poteri autonomi.
In Italia abbiamo già avuto un uomo politico con queste caratteristiche; di nome faceva Benito.
Vogliamo provare di nuovo?

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