02 giugno 2006

Tre piccoli passi

Nonostante tutto, si sente che l'aria è cambiata e che c'è un governo diverso!
Certo, il promesso ritiro dall'Iraq stenta a partire e di ritirarsi da quell'altra palude che è l'Afghanistan nemmeno se ne parla; certo, lo spettacolo di un governo "di sinistra" che applaude il governatore della Banca d'Italia mentre chiede macelleria sociale fa un po' sorridere e mette un po' di terrore; certo, la prospettiva delle "lacrime e sangue" in economia, specie sui lavoratori dipendenti, non può mettere certo allegria, ma, d'altra parte, non è stato certo questo governo a portarci al fallimento...
Però dobbiamo dire che almeno tre belle notizie queste prime settimane di governo ce le hanno portate e non possiamo che essere lieti.
La prima bella notizia è il ritorno del nostro paese nel mondo moderno, dopo il bagno di medioevo che ci aveva esclusi dalla ricerca scientifica e medica. Rispetto i difensori dell'embrione, ma non è certo l'etica religiosa che può guidare il progresso scientifico, altrimenti saremmo ancora a chiederci cosa c'è al di là di Gibilterra.
La seconda notizia riguarda la scuola: finalmente qualcuno, fosse anche un ministro democristiano, si è accorto che la scuola è stata portata allo sfascio da un'opera cosciente di demolizione, in nome del principio che "privato è bello" e con l'intento di creare due percorsi formativi, uno per i poveracci che non devono essere contaminati dal morbo della cultura e l'altro per i figli della buona borghesia, i vari brichettini, che devono studiare in fantastiche scuole private, super-ricche, per diventare i padroni del futuro. Bloccare la riforma Brichetto significa tentare di salvare quel poco che resta della scuola della Costituzione.
La terza buona notizia, riguarda il ritorno di un minimo di civiltà giuridica, con la firma della grazia per Bompressi e l'annuncio di un simile provvedimento per Sofri. Dopo la barbarie celtico-padana del ministro Castelli, forcaiolo con alcuni e garantista con gli amici degli amici, si torna a parlare il linguaggio della civiltà.
L'aria è cambiata... speriamo che duri!

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