24 luglio 2006

Istruzione, Pubblica

Qualcosa si muove nel mondo della scuola. Il ministro, ancorché non possa certo essere definito il migliore dei ministri possibili, si sta muovendo in modo tale da cominciare a mettere qualche rimedio ai disastri della gestione precedente.
Già bastano le notizie sul blocco delle distruttive riforme della sindachessa per essere contenti del cambio di ministro. Tuttavia ci sono molte altre buone notizie che consentono qualche ottimismo.
Il ministro ha dichiarato che vuole risolvere, progressivamente, il problema del precariato, assumendo a tempo indeterminato quanti più precari possibile. In secondo luogo, saranno riformati gli esami di maturità, che già il precedente governo di Centrosinistra aveva cominciato a sconvolgere e che la ministra aveva di fatto resi ridicoli con la trovata delle commissioni interne (95/98% di promossi) fatta apposta per favorire le scuole private così care alla ministra, ai preti, al Centrodestra in genere. Ritornare a esami un po' più seri è già un piccolo passo avanti. Infine, cosa più importante, saranno drasticamente ridotti i soldi per le scuole private, quei finanziamenti occulti, anticostituzionali, creati apposta per le scuole private, tanto amate e tanto "care".

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