15 luglio 2006

Tempo?

Un governo che fa le guerre, che partecipa alle guerre, che continua una guerra voluta da altri, può essere il mio governo?
Facile rispondere, no!
L'Afghanistan non è un incidente di percorso nella storia recente del nostro mondo, è l'origine di tutto e la culla nella quale sono stati allevati i mostri che stanno dilagando in tutto il pianeta, da Baghdad a Beirut. L'attacco contro l'Afghanistan, voluto da Bush come osso da far spolpare all'opinione pubblica americana desiderosa di sangue e vendetta dopo l'undici settembre, non è diverso dall'attacco contro l'Iraq o da quello, attuale, contro il Libano. Guerre di conquista e di potere, nelle quali mi è ripugnante dover sottostare al rituale del distinguere i buoni dai cattivi.
Il governo di destra italiano partecipò all'operazione afghana per sottolineare la propria fedeltà canina al padrone americano, fedeltà confermata in seguito. Ma l'aver cambiato governo, purtroppo, non ha significato aver cambiato padrone. Solo uno stupido crederebbe che l'Italia sia un paese libero di fare le proprie scelte. Abbiamo un padrone e dobbiamo danzare la musica di questo padrone.
Detto questo, una volta fatto cadere il governo Prodi, cosa ci aspetterebbe?
Nella migliore delle ipotesi una grande coalizione moderata con dentro tutti i partiti di centro, dall'Ulivo ai casinisti, con il contorno di qualche anima bella fascista forzitaliota. Nella peggiore delle ipotesi tornerebbe Berlusconi con tutto ciò che si porta dietro, di fascismo, razzismo, nazismo e cose allegre del genere.
Dalla padella nella brace.
Quasi quasi...

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