15 dicembre 2006

Ancora sullo spot "Paluani"

Mi è giunta una critica al post precedente.
Pubblico sia la critica di cui sopra sia la mia risposta; mi pare che entrambe affrontino problemi di interesse e rilevanza. Naturalmente prima di pubblicare ho chiesto e ottenuto il permesso dell'autore.

Gent.le Prof Alessandro Di Benedetto,
ho letto - dal Blog "Candido" del suo sito - il commento alla critica
allo spot della Paluani. Il messaggio originale e' opera mia (l'ho
inviato mercoledi'' scorso 6 dicembre alla Paluani ma non ho ancora
avuto risposta dalla ditta). L'ho poi girato ad un mio nipote, ad
alcuni amici e...la rete l'ha portato fino ad Agrigento! Si vede che ho
beccato dei buoni hub!. Pero' il giudizio alla mia e-mail riportato nel
suo blog mi sembra piu' una estraploazione che un analisi oggettiva.
La rassicuro che il messaggio alla Paluani e' un semplice suggerimento
tipo "Scherza coi fanti..."; il suo integralismo e' solo nella sostanza
di voler salvaguardare dal consumismo la natura religiosa della
festivita' del Natale.
Un onesta lettura del messaggio non ravvede alcuna "offesa da lavare
col sangue" ma una legittima critica che non intende nemmeno denigrare
i prodotti della Paluani. La 'satira' sull'ambiente parrocchiale dei
'Valleluja' puo' essere divertente e, quando prende in giro gli eccessi
(chiusura, bigottismo, ecc.) degli ambienti cattolici, e' pure
costruttiva; ma il loro utilizzo nell'ambito del Natale mi ha dato
fastidio e... mi e' partita la segnalazione alla Paluani! Se vuole Le
faro' sapere se e cosa mi rispondono.
Un saluto ed un augurio per le sue attivita' di insegnamento (anch'io
ho insegnato - ma matematica e fisica - al triennio del Liceo
Scientifico...poi sono fuggito, ma conosco le 'pene' e le 'gioie'
della scuola! )
Stefano Masini

...

Gentilissimo signor Masini, naturalmente nel momento in cui ho scritto
quel mio commento sul blog sconoscevo chi fosse l'autore del testo
originale e, a essere del tutto sincero, nemmeno ricordo chi fosse
l'ultimo mittente che l'aveva inviato alla mia casella. Quindi, le
assicuro, non avevo alcun intento di polemica personale nei confronti
suoi o di qualsiasi altra persona. Insegno ai miai alunni a rispettare
tutte le opinioni e, contemporaneamente a sottoporle tutte a critica
radicale, a partire dalle proprie. La mia critica al testo che mi è
arrivato in casella, in effetti, non riguardava il caso specifico, ma
voleva prendere quel teso come una sorta di "sintomo" del clima che, a
mio avviso, si sta purtroppo diffondendo nel nostro paese. Ripeto che ho
come l'impressione di un forte desiderio di voler rovesciare il corso
della storia e di tornare indietro all'epoca, pre-illuministica, in cui
la chiesa parlava con l'unica voce ascoltata e ascoltabile. Ciò che non
mi piace, di questo clima, è il fatto che papa e vescovi continuano
(lecitamente e giustamente) a dire la propria opinione su tutto e tutti,
a voler indirizzare le scelte etiche, politiche, financo economiche e
sociali del nostro paese e, tuttavia, non appena qualcuno prova a levare
una voce di critica nei loro confronti o, in generale, della chiesa,
viene subito tacciato di "laicismo" e di altre innominabili (?) accuse.
Naturalmente, il mio punto di vista, è quello che esprimo sul mio sito,
nella speranza di una chiesa che riesca ad accettare il fatto (puro e
semplice) che viviamo tutti (papa compreso) in una società che è, dal
punto di vista dei valori, giustamente relativa (relativista? se così
piace al papa diciamolo pure). Il testo sui "Valleluja" mi è sembrato
esemplificativo di una sensibilità eccessiva di certi ambienti che non
accettano la critica, la satira, lo sfottò, anche la ferocia (sono
cresciuto con le vignette del "male" in confronto alle quali i Valleluja
sono poco più che chierichetti). Pertanto anche a me "mi è partito" il
commento, quasi immediato.
La ringrazio, comunque, per la sua cortese critica, che se non ha mutato
il mio pensiero generale, mi ha consentito di conoscere un cortese e
intelligente ex-collega (certi giorni, pensando a lei, la invidierò, mi
creda).

La saluto con stima e le auguro buone feste.

Alessandro Di Benedetto

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