25 dicembre 2006

Misericordia

Davvero, come mi ha rimproverato un caro amico, io pretendo di insegnare la misericordia alla chiesa e allo stesso Gesù Cristo? Sono diventato davvero così tronfio e pieno di me da aver dimenticato chi sono e da dove vengo?
Però è stato più forte di me: non me la son sentita di festeggiare il natale di questo 2006 con le luci, i doni, le leccornie e tutta la bolsa e trita retorica di cui ci si lamenta sempre con il terrore che prima o poi possa sparire, senza pensare che a Roma, da qualche parte, un uomo era morto perché aveva coscientemente, umanamente, drammaticamente, scelto di far cessare una tortura inutile, chiamata pudicamente "cura" e che, nello stesso momento, qualche grigio burocrate di una organizzazione che si spaccia per la chiesa di Gesù Cristo, ha negato la possibilità di celebrare, umanamente, un funerale religioso a un uomo che lo aveva espressamente richiesto.
Di fronte a questa inumana assurdità, priva di qualsiasi fondamento religioso, funzionale soltanto a una disumana attività politica di quella stessa chiesa, festeggiare il natale quest'anno era difficile, se non impossibile.
Come festeggiare il natale di un uomo, icona e figura della misericordia, mentre l'organizzazione che da lui dice di provenire, dimostra una tale cieca mancanza, non dico di misericordia, ma di umanità?
Sì, forse sono tanto arrogante da voler insegnare la misericordia alla chiesa e allo stesso Gesù Cristo, però oggi sento che diventa sempre più difficile poter dire la parola del Vangelo senza dire una parola contro la burocrazia disumana travestita da clero della chiesa di Roma.

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