31 gennaio 2007

La posta in gioco

C'è qualcosa in più, rispetto alla già vitale questione dei diritti umani, nell'attuale querelle politica sulle coppie conviventi.

Già il fatto che in uno stato democratico si debbano rispettare i diritti delle persone nelle loro scelte di vita è una questione che nessuno deve prendere sottogamba. Rispettare un diritto umano, in un paese che ambisce a dare lezioni di democrazia in giro per il mondo, è una questione essenziale, nel senso che senza il rispetto dei diritti viene a mancare proprio l'essenza della democrazia. Il fatto, poi, che al posto di Ahmadinejad ci ritroviamo con Gasparri e al posto di un ayatollah ci ritroviamo con il cardinale Ruini, dimostra solo che siamo una società decadente.

Piuttosto, dicevo, il problema è un altro. Si tratta di decidere una volta per tutte se l'Italia è un paese sovrano e laico o se è un paese guidato da un gruppo di pupi eterodiretti. Siamo una democrazia libera o basta che un cardinale si metta a imporre la sua volontà per mettere sotto tutela il parlamento eletto?

Se le cose stesero così, se non si riuscisse a varare questa blanda normativa sulle coppie conviventi, allora a che serve fingere di essere una democrazia? Tanto vale lasciar perdere e rassegnarsi a essere una teocrazia.

Allora viva Mastella e viva il papa (tanto non c'è differenza)!

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