07 febbraio 2007

La doppia morale

E' davvero interessante il dibattito politico di questi giorni, poiché si vede in opera un curiosissimo esempio della doppiezza morale di tanti cosiddetti cristiani cattolici.
Ai partiti che fanno riferimento all'area della sinistra (chiamata radicale solo per permettere ai diessini di continuare a definirsi di sinistra, anche se non lo sono già da tempo), si rimprovera di voler attuare qualcosa che è connaturato al loro stesso senso di esistere, cioè una politica in direzione pacifista. Viene considerato segno di estremismo politico la scelta di voler ritirare le truppe italiane dalla sporca guerra dell'Afghanistan, viene considerato turpe antiamericanismo il voler negare la possibilità di costruire una base americana a Vicenza. In effetti questi partiti vorrebbero soltanto essere fedeli alle proprie convinzioni e, soprattutto, al proprio elettorato che sui temi della pace e dell'opposizione alla politica imperialistica americana è molto sensibile. A parte il fatto che non capisco cosa ci sia di così turpe nell'essere antiamericani, tutti i politici sono lì a stracciarsi le vesti perché questa sinistra (realmente moderata) non vuole tradire la propria coscienza.
Contemporaneamente si assiste allo spettacolo dei cattolici dentro i vari partiti della cosiddetta sinistra che vanno dicendo ai quattro venti che non voteranno la legge sui PACS (o comunque li vorranno chiamare). In questo caso più che di fedeltà alla propria coscienza si tratta di obbedienza ai diktat provenienti dal Vaticano e dalla CEI. I vescovi e il papa, preoccupati che gli italiani scoprano quanto sia antiquata e sorpassata l'idea clericale del matrimonio e che si facciano attrarre da forme di coppia diverse, invece di cercare un dialogo con i propri fedeli e di dedicarsi all'annuncio del vangelo come sarebbe loro dovere, trovano più comodo fare politica e obbligare anche chi non la pensa come loro a seguire i loro ordini. I politici cosiddetti cattolici obbediscono come soldatini, incapaci di idee non dico laiche ma quantomeno libere e quindi, mentre rimproverano gli altri di seguire la propria coscienza si appellano alla coscienza per fare quello che gli pare, o meglio, che pare ai vescovi.
Davvero un bell'esempio di doppia morale, quel tipo di relativismo morale che il papa odia tanto. Però non diteglielo, perché se scoprissero di essere relativisti sarebbero capaci di suicidarsi, pur di non scontentare il papa.

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