24 febbraio 2007

son fatto così

Non amo trincerarmi in un sorriso \ detesto chi non vince e chi non perde \ non credo nelle sacre istituzioni \ di gente che ha il potere e se ne serve \ giocattoli di carta in mano ai pazzi \ puntati su milioni di persone \ tu ascolti tutto e cerchi di capirmi \ finendo poi per fare confusione \ e dici che per te non sono in pace \ certo che almeno in questo mi conosci \ nell'attimo che brucia la ragione \ io butto al fuoco tutte le mie croci \ e semino i miei fatti personali \ mischiati a tutto quello che è sociale \ e vivo con la stessa dipendenza \ gli scandali le guerre o la spirale.

Perché son fatto così \ e non ci posso far niente \ prendimi pure così \ come mi accetta la gente \ che mi sorride e che mi lascia parlare \ però non mi sente.

Mi dici che una regola ci vuole \ qualcuno deve pure aver ragione \ sarà forse che sono diffidente \ ma i capi non son altro che persone \ e trattano le masse come capre \ tosando e macellando l'eccedenza \ sacrificando al fatto personale \ le madri i figli i padri e la decenza.

Perché son fatto così \ e non ci posso far niente \ prendimi pure così \ come mi accetta la gente \ che mi sorride e che mi lascia parlare \ però non mi sente.

Si macchiano dei crimini più bassi \ per conservare il posto da sedere \ le chiese il parlamento i sindacati \ le banche e gli altri centri del potere \ gli amici sai gli amici tante volte \ mi dicono che sono un piantagrane \ che parlo senza un poco di rispetto \ che amo più gli oppressi o le puttane.

Ma sono fatto così \ e non ci posso far niente \ prendimi pure così \ come mi accetta la gente \ che mi sorride e mi lascia parlare \ però non mi sente \ Che mi sorride e che mi lascia parlare \ però non mi sente.

Pierangelo Bertoli, Così

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