13 marzo 2007

Carnevale? C'è poco da ridere!

Che la chiesa cattolica non sia maestra di democrazia, questo lo si sapeva; che lo stato su cui regna l'ultimo sovrano assoluto del mondo non possa accettare di buon grado critiche e idee alternative è nell'ordine delle cose; che l'istituzione religiosa che si ritiene proprietaria e unica depositaria della Verità non possa accettare che altri abbiano a cuore modi di vedere diversi può non piacere ma è naturale.
Però che la chiesa oltre a tutto questo debba così clamorosamente mancare di una elementare forma di carità è davvero troppo.
La chiesa, che pretende di insegnare a tutti noi cosa sia il vero amore e cosa sia il falso amore, scivola sulla forma basilare d'amore, l'amore verso l'uomo, la semplice e "banale" filantropia non intesa in senso generico e teorico ma intesa in senso proprio come amore verso l'uomo concreto che ti trovi davanti.
Possono anche non piacere le forme assunte da certe manifestazioni chiassose e appariscenti, ma che la chiesa accusi queste manifestazioni di essere carnascialesche è inaccettabile. Anche perché la chiesa finge di non sapere che se certe manifestazioni assumono toni francamente sopra le righe è causato dal fatto che le persecuzioni cui gli omosessuali sono sottoposti proprio dalla chiesa e dalle sue braccia armate (Stato, giornali, partiti politici) costringono gli omosessuali a vivere nella semiclandestinità per gran parte della loro vita e a uscir fuori solo in determinate occasioni col clamore che questo comporta. La chiesa farebbe bene, piuttosto a interrogarsi sulle sue responsabilità in merito alle persecuzioni degli omosessuali, agli omicidi degli o0mosessuali, ai suicidi degli omosessuali, tutti problemi che, naturalmente, passano sotto silenzio, visto e considerato che la chiesa, anche per i mass media, non sbaglia mai, è infallibile.

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