28 marzo 2007

Io, l'incoerente!

Secondo la nota pastorale dei vescovi italiani pubblicata oggi, "Sarebbe quindi incoerente quel cristiano che sostenesse la legalizzazione delle unioni di fatto".
Di fronte a una tale arroganza verrebbe voglia di alzare le spalle e di sorridere, se non si trattasse della voce di persone che, secondo loro, parlano a nome e per conto di tante altre persone, me compreso!
Arroganti, questi vescovi, perché pretendono di parlare a nome dei "cristiani" quando, al limite, potrebbero parlare solo in nome dei cattolici. Ma è inutile chieder loro queste distinzioni, visto e considerato che non solo fingono di ignorare la storia, ma considerano tutto quello che è successo negli ultimi 500 anni come un incidente di percorso che, prima o poi, rientrerà nei ranghi.
Ma, ancor più arroganti, questi vescovi che pretendono di parlare in nome di Dio, a partire dal loro capo, come se davvero Dio avesse bisogno di simili portavoce.
Adesso vengono a dirmi che chi non è d'accordo con loro è un cristiano incoerente. Bella lezioni di coerenza, davvero, data da persone che criticano lo Stato da cui incassano ogni anno miliardi di euro sotto forma di sanguinosa rapina, detta ottopermille. Se davvero vogliono dare lezioni di coerenza rinuncino a questo denaro e vivano una vita profeticamente evangelica... Già come se ai vescovi interessasse davvero del Vangelo. Preferiscono tenere gli occhi (e spesso anche le mani e qualcos'altro) dentro le mutande della gente.
Per quanto mi riguarda, visto da che pulpito viene la predica, mi dichiaro fiero di essere felicemente incoerente!

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