11 aprile 2007

Culture

Alla fine, me l'aspettavo, è tutta colpa della cultura laica.
Qualche idiota si mette a imbrattare i muri di Genova e Torino con qualche scritta contro il papa (tra le quali l'immortale "cloro al clero") ed ecco che i cardinali si mettono a strillare contro l'intolleranza della cultura settaria e laicista che si scaglia contro il sacrosanto diritto dei "pastori" di dire il loro parere.
E qualche esponente del "centrosinistra" (quanto è ormai ridicola e priva di senso quest'espressione) alza la coda e si mette a cantare i salmi al seguito dei cardinali.
Distinguiamo!
Se qualche idiota imbratta i muri con scritte contro Bagnasco, Ruini, Ratzinger e soci venga preso a calci in culo per la stupidità.
Però prendere questo come scusa per scagliarsi contro la cultura laica è non solo ridicolo ma anche offensivo. La cultura laica può al massimo prendere in giro il papa e i cardinali. Non dimentichiamo, però che:
1) papa e cardinali, in Italia specialmente, sono ancora al potere e controllano la vita politica italiana (leggi pro-chiesa, esenzioni fiscali, bioetica cattolicissima, televisione controllata dal clero e altre amenità stanno lì a testimoniarlo);
2) la cultura laica, in Italia specialmente, è, non solo minoritaria, ma anche largamente sconosciuta ai più, visto che un numero imprecisato di italiani ignora le basi della cultura non controllata dal regime clericale;
3) papi e cardinali, quando erano al potere (e quando anche occasionalmente possono esercitarlo), lo usano per perseguitare e spesso far fuori i propri oppositori (Giordano Bruno vi sembra storia antica? e allora Ernesto Buonaiuti? Anche lui troppo antico? E Leonardo Boff che fine ha fatto?)
4) quando papi e cardinali si fanno parte politica e scelgono di stare da una parte contro altre parti devono accettare pure che qualcuno non sia d'accordo con loro. Non possono pretendere di fare politica e di costituirsi come partito politico e pretendere contemporaneamente di essere considerati "super partes".
Abbiano almeno il senso del ridicolo!

1 commento:

  1. Come al solito la penso come te.
    Ne approfitto per farti una domanda:
    secondo te, ha senso credere di avvicinare i propri ideali ai partiti che si dichiarano conformati ad essi, oppure pensi che i partiti in realtà finiscono con il somigliarsi, che gli ideali sono appunto ideali ed è inutile cercare di farli diventare realtà?
    Dico questo perchè io ho i miei ideali che molto probabilmente sono simili ai tuoi ma ormai sono rassegnato all'idea che la Politica (intesa come politica pratica fatta di elezioni, ricerca del consenso,ect....) è un'altra cosa.
    Gli ideali non c'entrano con queste pratiche e non danno risposte alle richieste della gente comune.......
    Tutti sappiamo alla gente comune cosa interessa. Ad essi il Manifesto non dà risposte, ne Lenin ne il CHE.
    Quindi penso che se una persona vuole fare politica, nel senso di cercare di risolvere i problemi, non deve cercare il partito più vicino ai propri ideali, bisogna collocarsi dove c'è potere:"Per gestire il Potere bisogna averlo".
    Alla gente si può dare delle risposte solo gestendo il potere.
    Forse questo commento ti farà incazzare ma prova un pò a vedere 'laicamente' senza preconcetti quello che dico, è la realtà, la pragmatica realtà.
    Purtroppo.


    Con Stima

    Un rafadalisi disillusu

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