29 ottobre 2007

Risposta a Gato (se mai mi ha chiesto qualcosa...)

Carissimo Gaetano, questa tua frase, la sola citazione che spero di fare, mi ha profondamente colpito e mi ha spinto a provare a metter su una risposta. Non che io mi senta uno dei "giovani" di Raffadali a cui ti rivolgi, né perché non sia d'accordo con gran parte delle cose che dici, ma soltanto perché riflessioni simili alle tue le ho fatte anch'io, specie nell'ultimo anno.
Dall'anno scorso sono tornato a vivere e lavorare stabilmente e Raffadali, lo sai, ma soprattutto, dall'anno scorso ho cominciato a frequentarli questi giovani di Raffadali, che prima mi limitavo ad osservare da lontano con la spocchia del naturalista o dell'antropologo culturale.
Sai, non sono mai stato uno "di chiazza" né ho mai cercato di sembrarlo, neppure nella brevissima stagione durante la quale sono stato tentato dalla politica attiva. Mi limitavo a osservarli dall'esterno questi giovani, scuotendo la testa.
Adesso, anche per motivi "professionali", sono costretto a chiedermi: ma chi sono questi giovani di Raffadali?
Sono quelli che vedo correre sulle motociclette o su quegli orribili "cosi" a quattro ruote incuranti della pubblica incolumità?
Sono quelli che vedo bivaccare senza speranze, senza sogni da inseguire, senza prospettive in quelle desolanti botteghe di videogiochi?
Sono quelli che si spostano senza apparente costrutto dalla "Chiazza" ai vicoli di via Rosario, dal Piano Progresso ai tavoli del "pub" di turno?
Sono quelli che scorrazzano per il paese fino alla maggiore età, per poi sparire inghiottiti dal buco nero che è ormai l'università per poi rivederli, qualche anno dopo in giacca e cravatta appresso al carrozzone di qualche politichetto o politicone?
Oppure sono quei giovani che hanno sogni, illusioni, che si spendono e che si sono spesi in primavera (anche se per una causa che, come ti ho spiegato bene, non condividevo o condividevo solo in parte)?
Gaetano carissimo, è vero c'è stato un gruppo fantastico di giovani che ha scelto di seguire un sogno, ma in percentuale, sulla gioventù raffadalese, quanti erano?
E gli altri?
Ci dobbiamo rassegnare ad abbandonare la massa dannata al suo destino oppure c'è un rimedio, c'è un modo, una via d'uscita?
Cosa si può fare per offrire una prospettiva o, quantomeno, per offrire un mezzo per scorgere una prospettiva?
Che so, aprire un centro sociale, rimettersi a fare teatro, scegliere adesso (e non sei mesi prima delle elezioni) di fare seriamente politica a Raffadali, fare casino perché la biblioteca comunale diventi un centro culturale funzionante con libri, musica, computer e banda larga.
Io ho quaranta anni, tu, probabilmente, non troppi di meno. Quando mi guardo attorno e cerco quelli della mia generazione non li trovo: troppo impegnati a fare soldi, o a fare chissà cosa.
La mia generazione, caro Gaetano, quella famosa overdose di merda l'ha già assunta e assimilata: perché quella tua profezia non si avveri, dobbiamo cominciare a discutere, magari unendo gli sforzi, collegando i blog, trovando un luogo comune su cui incontrarci e poi incontrare i giovani raffadalesi e costruire insieme un antidoto all'overdose.
con affetto
Alessandro

4 commenti:

  1. Non credo di conoscerti, ma condivido molti punti del tuo post. Raffadali e S.Elisabetta non sono molto diverse,come non lo sono da tutti gli altri paesi della Sicilia. Hai detto una cosa per me giustissima: bisogna muoversi attivamente sin da ora, non solo durante la campagna elettorale. Sono convinta che la sensibilizzazione costante delle coscienze è l'unico modo per evitarne l'annientamento.
    Spero che Gaetano e gli altri raffadalesi vogliano seguire il tuo invito..buona fortuna!

    http://pispisina.spaces.live.com/
    http://www.selisabetta.blogspot.com/

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  2. fin ora ho letto con passione e una buona dose di rassegnazione,(si..rassegnazione..e al tempo stesso passione.). le tue considerazioni sulla vita sociale raffadalese, sn d'accordo su molti punti ..(per nn dire quasi tutti) ..ma la colpa di qst degradante situazione è da attribuire agli esempi d persone "sperte" ke c'è l'avrebbero fatta ....in qst paese..il coinvolgimento politico avviene sulla base d promesse ke un giorno saranno mantenute ..o per sistemare qlcuno in municipio o in altre realtà da manipolare...la sensibilizzazione politica prima delle elezioni ..sarebbe qlcosa d utile..per sollevare le dormienti coscienze..ma i giovani ormai se nn sn per l'antipolitica alla grillo..sn per l'ugualitarismo della casta politica...e per un voto ke può avere..un risultato "pratico"...qst è la situazione ..qui..(leparole tra le più sentite sn: "io sto kn ki mi impiega...")....

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  3. Ciao ragazzi...volevo solo far notare che il gruppo che poi ha portato avanti la campagna elettorale è nato grosso modo cinque anni fa, non "sei mesi prima delle elezioni"...Ad Est è stato pubblicato per oltre 40 numeri dal febbraio del 2003..... dimenticare questo è un pò offensivo...
    Tra un pò lanceremo il Kgb (Konsorzio
    giovani blogger) spero ne farete parte.

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  4. non sono piu' giovane,ma vi dico:
    GIOVANI NON ARRENDETEVI !!! un futuro migliore puo' attendervi,
    l'unione fa la forza CREDETECI!!

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