03 novembre 2007

Infamie

Di chi è la colpa di un sommario linciaggio operato contro alcuni esseri umani colpevoli solo di essere rom? Naturale: Di chi ha scatenato una campagna di stampa infame per sfruttare con infame calcolo politico un infame omicidio.
Infame, dunque, l'assassino che ha commesso un atto di cieca e brutale violenza.
Infami gli uomini politici, per lo più fascisti (aennini, pardon) che sciacalleggiano sull'omicidio per tirare acqua al loro infame mulino.
Infame la stampa che non lesina particolari agghiaccianti allo scopo di appoggiare questa infame campagna politica (d'altra parte conosciamo tutti chi è il padrone assoluto della stampa italiana, non solo padrone diretto ma anche padrone indiretto, per interposta pubblicità).

Infami tutti dunque. Ma se l'assassino è prigioniero di una cieca animalità nutrita di isolamento, abbrutimento, fame, incultura e disperazione, come giudicare politici e giornalisti?
Vale la pena di scatenare le orde fasciste contro una categoria (i rom, i romeni) solo perché si spera che questo possa aiutare a far cadere il governo? Sentiranno la responsabilità morale di quello che è successo e succederà quando i feroci fascisti che sonnecchiano nel ventre molle della capitale immorale del nostro paese cominceranno a voler andare oltre un raid punitivo e cominceranno a cercare giustizia sommaria? Chi dirà loro che sono i soli, gli autentici mandanti di ogni delitto?

Quando la responsabilità di un atto, anche il più atroce e criminale, viene scaricata non già su un individuo ma su una categoria, allora siamo già dentro il fascismo con entrambi i piedi e non c'è civiltà che tenga. Oggi sono i Rom, domani (come ieri) gli islamici, poi - perché no? - gli ebrei, i "negri", gli islandesi, i raffadalesi, i pensionati, i possessori di cani, i portatori di lenti a contatto. Quando il meccanismo del fascismo è scattato non c'è più limite e rimedio all'infamia: ci siamo trasformati in un mondo ostile e razzista.


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