01 novembre 2007

Verità e giustizia

In un primo momento mi sono indignato quando ho appreso che la promessa (nel programma...) commissione di inchiesta sui fatti di Genova non sarebbe mai nata.
Mi sono incazzato quando ho saputo che due forze della maggioranza prodiana si erano schierate con il raggruppamento cattofascista che aveva scientemente perseguito quel nefasto esito del luglio 2001.
Cercavo il momento giusto per parlarne e per raccontare la mia indignazione. Poi ho capito che non si può campare di indignazione e che, se mi manca il coraggio per fare altre cose, tanto vale rinunciare anche all'indignazione.
Infine ho realizzato che c'è da esser contenti.
Ho immaginato lo spettacolo della classe politica italiana, cioè dei mandanti dell'assassinio di Carlo, che si siedono attorno a un tavolo e che, mangiando e bevendo, decidono come interpretare quello che è successo. Sarebbe stato l'ultimo oltraggio. Da questa classe politica, anzi, da questo sistema politico (da questa assurda finzione che chiamano democrazia), non c'è da attendersi né da sperare verità e giustizia.
Queste verranno quando, come dice il poeta, «spargeremo sale sulle rovine di Bolzaneto».


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2 commenti:

  1. Ti invito a leggere "La Russia di putin" di Anna Politkovskaja, la giornalista russa uccisa lo scorso anno a Mosca. In quel libro insieme ad altre mille assurde e crude verità, si parla degli abusi di potere da parte delle alte gerarchie dell'esercito russo nei confronti non solo dei militari e civili ceceni, ma nei confronti degli stessi soldati semplici(umiliati, picchiati,stuprati, uccisi...). Partendo dal presupposto che l'uomo, per sua natura, quando si trova ad avere in mano un "potere", col passare del tempo tende a pretendere che questo "potere" aumenti solamente. Di conseguenza se si trova ad essere, a differenza dei suoi sottoposti, "incontrollato" farà del suo "potere" il suo "capriccio". Ciò è quello che sta accadendo in Russia ed è quello che rischia ogni nazione se non rende le forze dell'ordine "perseguibili penalmente". Credo che nessuno abbia deciso di uccidere Carlo Giuliani, ma credo ci sia stato un notevole abuso di potere da parte delle forze dell'ordine e una strafottenza in un momento di pericolo perchè tanto a pagarne le spese sarebbe stato il povero Placanica. Tu sostieni sia inutile indignarsi...io sostengo che dobbiamo indignarci e incaxxarci e tanto anche...se questo fatto resterà impunito, ne seguiranno altri e il libro della Politkovskaja ne è la testimonianza. Non bisogna permettere che le forze dell'ordine non abbiano delle regole a cui sottostare!Non dobbiamo permetterlo...la nostra rassegnazione è la loro vittoria..non permetterlo!

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  2. Cara Marcella, ti ringrazio per il consiglio di lettura, che seguirò certamente.
    Per il resto, io sono convinto che l'aver piazzato dei giovanotti, con delle pistole in tasca e il cervello fottuto di paura dei "mostri", contro i dimostranti anti-G8 corrisponde a un mandato d'omicidio. D'altra parte, se ricordi, nei giorni precedenti al G8 si chiedeva a gran voce di non mandare ragazzotti armati a Genova, ma, secondo me, il governo di allora cercò deliberatamente lo scontro, per dimostrare che il clima in Italia era cambiato.
    Per quanto riguarda il resto, ahimé, ho perso già da tempo la fede in "quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia" (Gaber). Mi indigno, mi incazzo, ma poi me lo faccio passare. Per lo più...
    Sempre pronto a cambiare idea, sempre più pessimista

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