11 dicembre 2007

Dictatus Papae

Nell'estate del 1903, una calda estate romana, i cardinali di santa romana chiesa erano riuniti in Vaticano allo scopo di eleggere il successore di papa Leone XIII. un compito tutto sommato facile. Infatti era evidente che il candidato più ovvio fosse il Segretario di Stato di Leone XIII, il cardinale Mariano Rampolla del Tindaro, nobile siciliano che aveva condiviso pienamente la politica del papa della Rerum Novarum. Tuttavia quell'elezione era invisa all'imperatore austriaco, Francesco Giuseppe, il quale rimproverava ai due ecclesiastici una politica eccessivamente filofrancese a scapito dell'Austria.

L'imperatore si servì allora di un privilegio riservato alle più importanti case regnanti cattoliche, fece dichiarare in conclave la sua contrarietà all'elezione del cardinale siciliano. I cardinali si adeguarono, elessero il cardinal Sarto che, col nome di Pio X, avrebbe dato vita a una feroce caccia alle streghe dentro la chiesa cattolica, una caccia alle streghe che non causò direttamente nessun morto soltanto perchè, nel frattempo e per fortuna, la chiesa aveva perso il potere di accendere quei bei falò che in passato amava tanto.

Pio X, che del veto aveva beneficiato, si precipitò, appena eletto, a eliminare quella vetusta usanza del veto laico e a liberare la chiesa da qualsiasi influenza esterna. E aveva pienamente ragione. Nessun potere, se vuole veramente essere tale, può tollerare che un altro potere possa intervenire dall'esterno. La costituzione apostolica Commissum nobis, con la quale Pio X sancì questa libertà della chiesa, in qualche modo chiuse un problema aperto fin dal medioevo, anzi, aperto fin dall'epoca costantiniana. La chiesa era finalmente libera da qualsiasi influenza del potere laico.

Non sarà arrivato il momento di far sì che anche la vita del mondo laico si liberi dalla nefasta influenza del clero cattolico? Non sarà il caso che gente come la Binetti o Mastella che agisce non in nome proprio ma in base alle indicazioni vaticane venga allontanata dal nostro parlamento? Non sarà il caso di dare senso compiuto all'idea di uno stato laico in cui si metta la primo posto non la volontà di un clero qualsiasi ma i valori essenziali e condivisi di tutti? Per citare un'autorità indiscussa: "non potete servire Dio e mammona"... e se uno decidesse di non servire nessuno ma di essere semplicemente libero?

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