17 dicembre 2007

Diritti incivili

In Francia stanno discutendo (e approveranno in tempi brevi) una regolamentazione del divorzio, in modo da consentire alle coppie che intendono divorziare e che lo fanno di comune accordo, di ottenere il divorzio in tempi brevi, senza lungaggini burocratiche e senza spendere migliaia di euro in avvocati, intasando inutilmente i tribunali. D'altra parte, la Francia è terra civile: lì hanno già da quasi dieci anni quei PACS che in Italia sono diventati una parolaccia; in Francia la possibilità di aborto farmacologico è diffusissima e permette alle donne di affrontare l'aborto nel modo più indolore possibile; in Francia hanno dieci volte gli immigrati che ci sono da noi ma nessuno (tranne quei nazisti del FN) si sogna di impedire loro di vivere, anche se temporaneamente disoccupati, o di sposarsi, se privi del permesso di soggiorno; in Francia un coppia con problemi di fertilità non deve pagarsi costose trasferte perchè un governo bigotto e medioevale ha approvato una legge assurda e la chiesa ha impedito che il popolo esercitasse il suo diritto di libertà. Insomma in Francia si vive in un paese civile, nell'epoca moderna, e dire che hanno avuto anni e anni di governo conservatore.

In Italia l'inciviltà è al governo (di "destra" o di "sinistra" non importa) e si vanta di essere tale con la copertura prona delle televisioni e dei giornali (quasi tutti). E' incivile chi nega pari dignità agli omosessuali (Binetti-Mastella), chi nega diritti elementari agli immigrati (sindaci leghisti e non), chi promette battaglie di civiltà e poi si rintana sotto le gonne dei preti (Prodi), chi si presenta liberal e poi distribuisce soldi e assunzioni alla chiesa cattolica (Berlusconi). E' incivile questo paese, in cui il diritto individuale viene calpestato in nome di una presunta, inesistente, priorità della famiglia (ma dove sta scritto? certo non nella Costituzione, che parla di "tutela" e "riconoscimento dei diritti", non di preferenza, ma tanto i nostri politici non l'hanno mai letta bene, altrimenti non farebbero i politici). E' incivile la perdurante sottomissione del governo italiano, di qualunque pseudocolore politico, alle politiche e ai desideri della chiesa cattolica.

Non ha torto chi sostiene che, se nel 1870 il Regno d'Italia conquistò lo Stato della chiesa, nel 1929 (e poi nel 1947 per volontà degasperiana e togliattiana) fu la chiesa ad annettersi, e finora in modo definitivo, lo stato italiano. Che occorra una nuova guerra di liberazione e una nuova Porta Pia?

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