08 dicembre 2007

Ehi, drughi!!!

Oggi le scuole sono chiuse e possiamo permetterci di riflettere per un attimo, al di fuori del ritmo ossessivamente ripetitivo delle lezioni, delle interrogazioni, dei compiti, degli appelli e delle note disciplinari. Stiamo, ancora una volta, arrivando boccheggianti all'appuntamento con le vacanze natalizie, tanto per confermare la frase del poeta che ci ricorda "giorno dopo giorno, il tuo deserto annuale, con le oasi in ferragosto e per natale".

Una o due settimane fa ho letto, con incuriosita indignazione, il parere dell'ennesimo socio-blabla-logo, che attribuiva all'impreparazione e alla poca professionalità degli insegnanti le miserevoli condizioni della scuola italiana. Un altro sociologo, senza dubbio, avrà dato la colpa alle inadeguate strutture, alla mancanza di fondi, alla crisi generale della società italiana. Ieri, summa iniuria, ho dovuto addirittura trovarmi d'accordo con una teologa cattolica che sosteneva la necessità di puntare sulla scuola pubblica (d'accordo fino a un certo punto, magari ne riparlo).

Ma non sono qui per difendere la scuola. Basterebbe entrare in certe sedi scolastiche per capire cos'è la scuola italiana. Tuguri immondi, invasi dal salnitro e dalla puzza di escrementi di topo. Stanze completamente prive di luce, arredi scolastici risalenti a generazioni ormai estinte, assenza di computer (o peggio, computer antediluviani), niente tv/dvd/videoproiettori, niente connessione a internet, biblioteche scolastiche inesistenti o ferme agli anni Sessanta, nessuna possibilità di creare modi alternativi di apprendere se non il ciclo lezione/libro/interrogazione, come cinquanta o cento anni fa... Se proprio uno ha fantasia qualcosa si inventa, ma a proprio rischio e pericolo. Ma gli insegnanti, a guardarli bene, che desolazione. Demotivati, tristi, precocemente invecchiati oppure mogli di (avvocati, notai, medici) che fanno l'insegnante per non passare tutto il tempo al rotary oppure imboscati che fanno quello perchè non saprebbero fare altro... insomma una pena!!!

I ragazzi, poi, hanno acquisito le nuove tecnologie ma le usano come le avrebbero ustate i loro nonni. Internet non è uno strumento per arricchirsi di intelligenze, ma un posto dove cercare una cosa qualsiasi da copiare. Un film deve essere sempre e comunque "eccitante" o " divertente": provare a far guardar loro un film come "Sacco e Vanzetti", anche dopo averli lungamente preparati, equivale alla somministrazione di un sonnifero.

E allora, di che lamentarsi? La scuola italiana segue la sorte di tutta la società italiana: velocemente e senza nemmeno l'alibi del "non ce n'eravamo accorti", sta andando a puttane.

Però dispiace, perchè la scuola almeno una speranza l'avrebbe e potrebbe giocarsela, se solo non fossimo tutti così coglioni.

A scuola si dovrebbe costruire il futuro, con un piede nell'oggi e uno nel domani, come diceva don Milani; invece stiamo lì a riprodurre stancamente il passato. I ragazzi a scuola, manco vivessero ancora negli anni Settanta, stanno lì a dividersi tra "quelli di destra" e "quelli di sinistra", ma ci vuole stomaco ad appassionarsi per Prodi, Veltroni, Bertinotti, Pecoraro Scanio o Berlusconi, Fini, Bossi, Casini... Poveri ragazzi, nemmeno i miti sono all'altezza.

Quindi, perchè non guardare al futuro, perchè non cercare una via alternativa, perchè questo avvolgersi e rotolarsi nelle proprie feci?

Una scuola diversa, dove i miti non siano gli idioti ignoranti dei pomeriggi televisivi e dei telequiz, dove si rida in faccia con sonore pernacchie a quei sindaci che invece di proporre occasioni culturali propongono assurde, dispendiose, volgari "notti bianche", dove alla cultura del "pezzo di carta, tanto poi c'è chi ci pensa" si possa sostituire la cultura del "I care" di milaniana memoria.

Ma forse mi illudo e sogno. Forse, senza che me ne accorga, in realtà sono pagato dallo stato con l'unico compito e obiettivo di castrare ogni voglia di libero pensiero e di accompagnare i ragazzi a diventare pezzi dell'ingranaggio, altri mattoni nel muro. Anche, anzi specialmente, quelli che sembrano i più rivoluzionari o i più fuori dagli schemi e che da grandi diventeranno ottimi bancari e fantastici impiegati del catasto...

Sarà il caso di andarmi a rivedere il film che guardo sempre quando ho questi cattivi pensieri e, non faccio per dire, è "Arancia Meccanica"

1 commento:

  1. Ricordo quando provo a farci vedere "Sacco e Vanzetti": eravamo cosi interessati, peccato che non siamo nemmeno riusciti a finirlo perchè la campana suonò e, quel film rese, per molti, l'ora successiva, MATEMATICA(con tanto d'interrogazione), tanto dolce e piacevole.
    Saluti Prof

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