24 gennaio 2008

CivilTAR

Da qualche anno l'Italia è ripiombata nel medioevo, in particolare da quando un coacervo di forze e di poteri, cementato dall'ideologia più feroce e criminale, ha imposto al paese una legge sulla fecondazione assistita che è guidata da due idee fondamentai: 1) l'embrione, anche appena concepito, ha più diritti degli esseri umani e quindi le sue "esigenze" devono esser poste in cima a tutte le altre; 2) qualsiasi intervento in ambito riproduttivo, contrario a una certa idea di "natura" deve essere considerato immorale e, per diretta conseguenza, illecito. Il corollario di questa norma, infatti, è che immoralità e illiceità coincidono, considerando immorale, naturalmente, ciò che la chiesa cattolica (maggior procacciatrice di voti in Italia, assieme alle mafie) considera tale.

Ieri, finalmente, qualcuno ha cominciato a scavare la fossa a questo rigurgito di medioevo. Ovviamente un tribunale (sembra che la civiltà in questo paese si sia rifugiata solo dentro i tribunali), un TAR che ha spedito la legge alla Consulta ravvisandovi un atteggiamento persecutorio e dittatoriale, degno di una stato etico, non certo di una cosiddetta "democrazia".

Che qualche elemento di civiltà sopravviva in questo paese è desolatamente consolante, e dimostra che il putridume non ha invaso proprio tutto.

P.S. Rifiuto di parlare di Prodi, Berlusconi, Cuffaro, Miccichè, Mastella, Di Pietro, Bassolino, Fini, Bossi e tutti gli altri nomi che vi vengono in mente, carnevale è ancora lontano, ci sarà tempo per parlarne.

Nessun commento:

Posta un commento