30 gennaio 2008

L'idra

Uno dopo l'altro sono caduti il governo Prodi e il governo Cuffaro. Il governo della Campania è in crisi, quello della Calabria vacilla, altre regioni vivacchiano... Certo nessuno ha voglia di giustapporre questi avvenimenti come se fossero assimilabili tra loro, anzi, si tratta di fatti diversi sia nel merito sia nel valore assoluto. Una cosa è la crisi del governo Prodi, ampiamente prevista, dovuta solo superficialmente ai guai giudiziari della famiglia Mastella, altra cosa la vicenda del governo regionale che cade sotto il peso di una condanna per favoreggiamento (non alla mafia ma a singole persone che appartengono alla mafia...???). Una cosa è il caso della Campania, schiacciata dalle vicende della "monnezza", una regione in preda alla criminalità incontrollata, diverso ancora il caso della Calabria, regione in cui criminalità e politica sembrano costituuire un unico sistema integrato che uccide senza pensarci due volte i pochi che non si "allineano".

Ho pensato molto a questi episodi in questi giorni. Tutti episodi accomunati da vicende giudiziarie, episodi che riguardano destra e sinistra e, in un caso o nell'altro, non riesco a capire le reazioni. Non so se davvero Cuffaro abbia festeggiato a cannoli la notizia della condanna a "solo" cinque anni, lui lo smentisce e posso anche credergli: nessuna persona di buon senso festeggia le condanne; però non riesco a capire le dichiarazioni di sollievo subito dopo la condanna. Probabilmente, dal punto di vista personale, la condanna a "solo" cinque anni costituisce un sollievo (scampato il pericolo degli otto anni...) ma dal punto di vista politico una condanna di quel genere, per quel reato, era da considerarsi comunque un macigno, altro che pietra d'inciampo, e difatti tale si è rivelato, portando alle dimissioni del governatore. Ma non condivido le manifestazioni di gioia che ho visto esplodere in giro dopo le dimissioni. Come se il dimettersi del governatore portasse automaticamente alla fine di quel fenomeno che va sotto il nome di "cuffarismo". Ma il fenomeno esiste da tempo immemorabile, probabilmente da molto tempo prima della nascita della repubblica e, dopo Cuffaro, verrà un altro a fare la stessa politica. Oltretutto è abbastanza probabile che, visti i precedenti e visto il clima politico, in Sicilia torni a vincere un altro esponente del centrodestra (qualsiasi asino il centrodestra candiderà noi siciliani lo voteremo in massa), e ci troveremo punto e a capo.

Mastella è o non è un tipico esponente di questa politica? Mastella ha o non ha una corte di lacchè che lo circonda nel suo maniero campano? E Mastella è stato e non è stato fino a pochi giorni fa un ministro di primissimo piano del governo di centrosinistra? E Bassolino? E il consiglio regionale della Calabria? La questione morale, che è diventata a tutti gli effetti una questione criminale, attraversa indifferentemente tutti gli schieramenti, probabilmente perchè mentre noi continuiamo ad accapigliarci nelle notre reciproche differenze (e mentre da sinistra si festeggia la caduta di Cuffaro e da destra si festeggia la caduta di Prodi) è avvenuto un mutamento profondo nella composizione sociale e culturale di questo paese e una oligarchia indifferente ai valori e, come si dice con locuzione abusata, "trasversale" si è impossessata delle etichette spacciandole sotto spoglie ideologiche e se ne serve per perseguire esclusivamente un proprio piano di potere.

Bisogna essere ciechi per non accorgersi che la crisi attuale non è crisi del centrosinistra o del centrodestra, ma è una crisi di sistema, non è una crisi della classe politica italiana, ma è una crisi del sistema politico, una crisi della stessa democrazia. Sostengo da parecchio tempo che il sistema democratico è disfunzionale, e che è troppo debole di fronte a coloro che, comprendendone i meccanismi, riescono a piegarlo a fungere da strumento per finalità che non hanno nulla di democratico nè di lontanamente ideale. Mi duole di non poter condividere facili entusiasmi, ma sono convinto che non serva tagliare l'una o l'altra delle teste dell'idra, poichè per una testa tagliata ne ricresceranno due più feroci. Dopo Mastella tornerà Castelli? Dopo Cuffaro verrà Lombardo? E noi continueremo nel lavoro inane di continuare a tagliare in continuazione una testa dopo l'altra... quousque tandem?

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