30 gennaio 2008

Morituri

Appena questo corpo, ben composto tuttavia e ben organizzato, sarà chiuso nel sepolcro e mutatosi di colore diviene giallo e smorto, ma di un certo pallore e di una certa smortezza che fa nausea e dà paura. Annerisce poi tutto da capo a' piedi; ed un calore tetro e fosco, come di carbone spento, lo riveste e lo ricopre. Indi sul viso e sul petto e sul ventre comincia stranamente a gonfiarsi: sul quale stomachevole gonfiamento nasce una muffa fetida e grassa, lordo argomento della corruzione vicina. Né molto va che il ventre così giallo e gonfio comincia a squarciarsi e a dare qua uno scoppio e là una rottura: dalle quali ne sbocca fuori una lenta lava di marciume e di schifezze in cui a pezzi ed a bocconi quella carne nera e marciosa galleggia e nuota. E dove vedesi ondeggiare un mezzo occhio inverminito, ove uno squarcio di labbro putrido e corrotto; e più avanti un gruppo di budella lacere e livide. In questo grasso fango si genera poi una quantità di picciole mosche, di vermi e di altri schifosi animaletti che bullicano e si aggomitolano in quel sangue corrotto, e attaccatisi a quella carne marcita se la mangiano e se la divorano. Una parte di questi vermi sorge dal petto, un'altra con un non so che di sporco e di muccoso cola dalle narici; altri invischiati in quella putredine entrano ed escono per bocca, ed i più satolli vanno e vengono, gorgogliano e rigorgogliano giù per la gola.

Sebastiano Paoli, cit. in Eco U. (edd) Storia della bruttezza

Nessun commento:

Posta un commento