14 febbraio 2008

Etica #2

Il problema del rapporto tra i valori etici e le scelte politiche è un problema sia per la destra sia per il centro sia per la sinistra. E lo è perchè nessuno può far riferimento a un sistema di valori già dato proponendolo semplicemente come normativo. Nemmeno il centro, che in questo paese ha sempre avuto come riferimento il sistema crstiano-cattolico, può semplicemente proporre di guidare il paese costringendo tutti ad adeguarsi al sistema etico della chiesa cattolica. Non può in assoluto (immaginate una legge che introduca il reato di masturbazione, o di coitus interruptus), nè può nemmeno in senso relativo a quelli che la chiesa cattolica assume come valori determinanti del proprio sistema morale. La legge civile, semplicemente, segue l'evoluzione etica del popolo a cui si applica. Nemmeno il più retrivo dei cattolici proporrà di abolire la normativa che consente il divorzio e nessuno, seppur con qualche dubbio in più, proporrà mai una totale abolizione della 194. Semplicemente questi diritti sono entrati nella mentalità degli italiani e nessuno potrebbe sottrarglieli con un atto d'imperio senza scatenare una rivolta generalizzata. Ciò che costoro si propogono, invece, è un revisionismo al ribasso di tali diritti, in nome dei "progressi della scienza" (abusandone e rovesciando totalmente il tema) o in nome della "difesa della vita" (facendo, in genere, una classifica della vita che val la pena di difendere e della vita che, al contrario, non importa difendere).

Siamo così al punto di snodo del problema. Il sistema etico di un popolo, qualsiasi cosa possa dire il papa, è relativista e relativissimo. Al limite possiamo ammettere che il sistema etico di un singolo possa essere dato e immodificabile (e io non credo nemmeno a questa ipotesi), ma il sistema etico di un popolo è assolutamente relativo. Cambia in base alle esigenze del tempo, alle condizioni di vita, al modificarsi delle convinzioni. Cambia in base alla latitudine, cambia in base alla semplice convenienza. Pretendere di imporre a un popolo nella sua complessità un sistema etico monolitico, un valore assoluto da perseguire, è tipico di una mentalità assolutista e tirannica, come è appunto quella della chiesa cattolica. Ma in politica le cose non possono funzionare in questo modo e tutti i partiti politici, se non a parole certamente coi fatti, devono adeguarsi. Questo realismo politico ha portato la Democrazia Cristiana a varare le legislazioni su divorzio e aborto. Questo realismo politico porterà, prima o poi, a introdurre leggi di regolamentazione liberale in tema di procreazione assistita e di eutanasia. Sta nei fatti e nessuno può pensare di fermare il corso della storia. Le battaglie di retroguardia, come la legge 40 che tanto dolore sta distribuendo in Italia, appartengono alla categoria della cattiva politica che, pur di guadagnare qualche voto, arreca danno e sofferenza. Sullo stesso piano si pone la rcente campagna contro l'aborto che, a Napoli, ha fornito un tristissimo esempio di cosa possa produrre in alcune menti deboli.

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