10 febbraio 2008

Liberiamo la Libertà

Povera libertà: prima l'hanno portata al polo e poi l'hanno chiusa in una casa, l'hanno prostituita con un intero popolo e poi l'hanno ridotta a un partito. Adesso, leggo, fondano anche i "circoli della libertà". Che poi - vorrei spiegare loro - il concetto di circolo, con il suo costituire un confine chiuso e ininterrotto, è in totale antagonismo col respiro aperto del concetto di libertà. Ma vallo a spiegare a questi tizi che confondono la libertà con il farsi i cazzi loro, che sono passati direttamente dal "me ne frego" al ridicolo "popolo della libertà", che in nome della libertà rinchiudono gli esseri umani nei lager chiamandoli centri.

Come si fa a raccontare a questi tizi di gente che in nome della libertà si è fatta bruciare viva sul rogo? Loro che la libertà la portano in processione in piazza San Pietro? Oppure di chi ha sbattuto il proprio libero pensiero in faccia a tutti, facendosi scacciare da tutti e morendo solo, disprezzato anche dai propri parenti, mentre i propri scritti venivano bruciati da tutti i credenti di tutte le religioni?

Come si può dire loro di gente che in nome della libertà ha rinunciato al proprio nome, alla propria famiglia, è scappato attraverso Germania, Russia, Giappone, Stati Uniti, Italia, Francia, inimicandosi monarchici, democratici, socialisti, comunisti, sempre combattendo in nome della libertà?

Come parlare loro di gente che per seguire il proprio percorso di libertà è stata assassinata dai sicari dell'esercito, tradita dai propri stessi amici, solo perchè non aveva accettato altre etichette se non quella della libertà?

Come possiamo pretendere che possano capire cosa significa affrontare a testa alta, con coraggio e dignità, un processo-burla, che ha il solo scopo di punire chi ha un'idea dell'uomo e del mondo completamenente diversa?

Come possono capire che cosa ha significato attraversare i Pirenei per andare a combattere in nome della libertà contro i fascisti e poi scoprire che non solo i fascisti erano nemici della libertà ma anche quelli che in teoria erano dalla tua parte, gli stessi che poi ti hanno ammazzato?

Come si racconta a queste persone che qualcuno, in nome della libertà, ha rinunciato alla terra natale, alla propria famiglia, al proprio lavoro per andare a lavorare come muratore in Francia, ha accettato la prigione e il confino, salvo poi andare a combattere di corsa quando c'era da lottare per la libertà e magari rischiare di morire?

Come si fa a spiegare cosa spinge una persona di buon senso ad accettare di essere isolato da un idiota su una montagna a far la guardia a un gruppo di figli di montanari, solo per conservare la dignità della propria libertà e insegnarla a quegli stessi bambini? Oppure che significa essere scacciati dal proprio paese, esiliati dalla propria cultura solo per aver deciso che si doveva utilizzare la scuola non per opprimere coscienze ma per liberare gli oppressi?

Come si fa a parlare a questi individui di Giordano Bruno, di Baruch Spinoza, di Mikhail Bakunin, di Rosa Luxembourg, di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, di Camillo Berneri, di Sandro Pertini, di Lorenzo Milani, di Paulo Freire? Come potranno capire?

Berlusconi, Bossi, Fini, stanno alla libertà come uno stupratore sta all'amore!

Che ne sanno loro della libertà? Per loro è un marchio di cui si sono appropriati e credono che la libertà sia come l'etichetta dei loro stupidi abiti firmati che possono comprare mettendo mano al portafoglio. Bisognerà far capire a questi ladri che la libertà appartiene a tutti, che la libertà è il sogno di ogni uomo che ha il senso della propria dignità e non l'incubo egoista e perverso che loro vogliono imporci. Allora è il momento di dire: Liberiamo la Libertà!

2 commenti:

  1. la frase che hai scritto su kilombo prima del link è per-fe-tts. ti faccio i miei complimenti. ciao

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