14 febbraio 2008

Ma la «vita innocente»...

Ma la «vita innocente», o impotente, ha un’altra caratteristica consona al potere che pretende di amministrarla: è, innanzi tutto, vita indistinta, «vita in generale» che non conosce singolarità, circostanze specifiche, situazioni irripetibili.
L’embrione, nella sua indifferenziazione biologica, è il modello estremo di questa indistinzione. Rendere l’indistinto persona giuridica, soggetto di diritti non significa altro che ampliare a dismisura le prerogative dei poteri che, definendolo e amministrandolo, rafforzano il controllo sulle singolarità viventi, le subordinano alle scarne regole della «vita in generale». La «vita in generale» è sempre in mani altrui.
L’ideologia dominante non tollera né conoscenze né affetti in attrito con la «difesa della vita», la sua «ufficialità» e la sua ossessiva esibizione.

Marco Bascetta, Da Il Manifesto del 14 febbraio 2008

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