02 febbraio 2008

Raccomandazioni

Chi infatti non va assiduamente a bussare alle porte di qualcuno, come potrebbe ottenere vantaggi uguali a colui che ci va assiduamente? Come potrebbero esserci vantaggi uguali tra colui che non si preoccupa di far parte del seguito e colui che invece si preoccupa di farne parte? Tra colui che non fa complimenti e colui che invece ne fa? Tu sarai dunque ingiusto e insaziabile se, non pagando il prezzo al quale si vendono queste cose, vuoi ottenerle gratuitamente. Ma, in realtà, quanto costa la lattuga? Magari un obolo. Se quindi uno paga il suo obolo e prende la sua lattuga, mentre tu, non avendo pagato, non prendi la lattuga, non credere di avere meno di colui che ha avuto la lattuga: lui ha avuto la lattuga, tu hai l'obolo che non hai speso. Lo stesso vale per quel che dicevamo. Non sei stato invitato al banchetto di quel tale? Si vede che non hai pagato a colui che invita il prezzo a cui vende il suo banchetto. Lo vende in cambio di complimenti, lo vende in cambio di omaggi. Se tu ne hai un vantaggio, paga il prezzo che chiede. Ma se tu vuoi non pagare il prezzo e tuttavia ricevere, sei insaziabile e stolto. Non hai dunque niente al posto di questo pasto? Ma certo, hai di non aver fatto complimenti a colui a cui non volevi farne e di non aver subito le insolenze dei servi alla sua porta.

Dal Manuale di Epitteto, 25, 2

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