02 febbraio 2008

Trono e altare II - l'autogol

La presa di posizione della conferenza episcopale spagnola continua a suscitare polemiche su polemiche, almeno in un paese libero come la Spagna. In Italia ci si sarebbe limitati a prendere atto del richiamo "di alto valore morale", del magistero "super partes" della chiesa, del "diritto a dire la propria opinione" da parte dei vescovi. Per questo la politica italiana è una palude di escrementi.

In Spagna, invece, si sta sviluppando un serissimo dibattito. Se i vescovi vogliono fare politica (come fanno in Spagna dai tempi in cui benedicevano gli assassinii di Franco e in Italia da anche prima, affiancando tutti i regimi più sanguinari), la facciano pure, ma la facciano a casa loro, cioè nelle chiese. Se invece pretendono di farla al di fuori delle chiese, sui media, in parlamento, allora si mettano in competizione politica, accettino le regole del contraddittorio, accettino di misurarsi con la logica e con l'argomentazione, accettino di poter avere ragione o torto.

I vescovi, invece, individuano un nemico: la società civile, le leggi che assicurano libertà; lo pongono nel mirino e, da lì in poi, inizia il fuoco di fila. Approfittando delle loro posizioni di privilegio fanno politica della più sordida senza accettare la regola elementare che a colpo basso si risponde con colpo basso.

In Italia è anche peggio. Qui i vescovi vengono incensati da tutti i mezzi di comunicazione, il papa è addirittura oggetto di una intollerabile papolatria in base alla quale qualsiasi idiozia egli dica (e ne dice tante...) è incontrovertibile e nemmeno commentabile: si può solo esprimere ammirazione, consenso, piena adesione alle sue parole.

In paesi civili come la Spagna, queste pretese della chiesa vengono chiamate col nome adatto: tentazioni teocratiche, la chiesa fa la figura di quello che è: un rimasuglio di età buie che dovremmo esserci lasciate alle spalle. Solo in Italia il dire queste cose è impossibile.

1 commento:

  1. attento che a scrivere ste cose rischi la scomunica, visto che in italia la teocrazia già c'è...

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