07 marzo 2008

D'Angeli... e di demoni

Confesso una mia debolezza, per quanto mi costi compiere quest'atto di outing coming out. Ieri sera ho guardato "Porta a Porta". Sì, lo so che un qualsiasi atto di appoggio al regime è di per sé un atto di complicità e faccio ammenda di aver collaborato con il Male sedendomi a guardare quella specie di osceno spettacolo. Capisco che guardare quella trasmissione può contribuire a diffondere il mortifero seme, ma ieri sera ero spinto dalla curiosità.

Volevo sentir parlare, visto che finora non ne avevo avuto possibilità alcuna, la candidata premier della Sinistra Critica, Flavia D'Angeli, che oltre alla virtù dell'essere una candidata donna ha altre virtù: è giovane, è preparata è (perdonate il conflitto d'interessi) una collega insegnante.

Certo, il clima della trasmissione, quel vago sentore da riserva indiana, l'insopportabile sorriso di compatimento di Vespa, l'odioso tono di voce (per non parlare delle cose che dice) del direttore del giornale di Sua Proprietà, hanno contribuito ad aumentare il mio tasso di intolleranza nei confronti della TV, dell RAI, di Vespa. Il modo rozzo, aggressivo e violento di interloquire della candidata di destra era appena mitigato dalla sequela di baggianate detta dall'altro candidato, uno dei tanti "consumatori" che spuntano come fastidiosi parassiti dappertutto. Sarei quasi tentato di dire che la miglior figura l'ha fatta la sedia vuota di Boselli (personaggio che ammiro se non altro perchè è uno dei pochi ad avere una visione laica della politica e dello stato).

Però devo confessare che Flavia D'Angeli mi ha fatto un'ottima impressione. Competente, educata (il che in quel salotto dev'essere apparso come un comportamento alieno), portatrice di un'idea della politica coerente e chiara, espressa con lucidità e capacità di penetrazione, nonostante le irridenti occhiate e i commenti spocchiosi di Vespa e Giordano, nonostante l'aggressività squadrista della Santanchè che voleva impedirle la parola.

Evidentemente a disagio di fronte alle telecamere (d'altra parte in questa "democrazia" se non appartieni alle mafie politico/mediatiche non hai spazio), D'Angeli ha mostrato a più riprese di potere rispondere con pacatezza e preparazione alle aggressioni. Ha esposto alcune idee forti, evitando (se non all'inizio, forse tradita dall'emozione) di farsi trascinare nelle polemiche di cui quel salotto si nutre.

Se dovessi votare (improbabile!), Flavia D'Angeli potrebbe meritare il sacrificio. Qualcuno obietterà che non arriverà mai in parlamento: Respondeo: questo è un ulteriore titolo di merito.

Una sola colpa si può imputare alla candidata di Sinistra Critica, l'avermi costretto, dopo tanti anni, a guardare Porta a Porta. Questo non glielo perdonerò.

5 commenti:

  1. capisco la moda ma prima di utilizzare certi termini inappropriatamente, non pensi sia il caso di informarsi?

    "outing" si usa per parlare/esplicitare qualcosa di qualcun altro.

    nel caso si parli di se stessi, quando si confessa un proprio vizio/virtu si dice "coming out" che vuol dire "venir fuori"...

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  2. avvocato del diavolo7 marzo 2008 13:15

    a me la D'Angeli pare piuttosto banale , a livello della Santanchè e della Melandri per intenderci.

    cmq de gustibus ...

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  3. Alessandro è vero quello che dice fabio (da Wikipedia):
    Col nome di outing il movimento di liberazione omosessuale statunitense ha indicato la pratica politica di rivelare pubblicamente, per ritorsione, l'omosessualità di alcune persone segretamente omosessuali, le quali attaccano pubblicamente l'omosessualità: per esempio sacerdoti o uomini politici. In Italia spesso viene usato, erroneamente, per indicare invece qualcuno che ha fatto una rivelazione su se stesso, non sempre relativa all'omosessualità.
    In Italia outing è spesso confuso con coming out, che indica invece l'atto di qualcuno che dichiara volontariamente - e non in modo forzato, quindi - di essere omosessuale.

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  4. so benissimo che è un sacrificio disumano vedere trasmissioni come porta a porta ed è ancora più disumano andarci in questre trasmissioni. andarci come flavia mostrando la sua diversità dal sistema politico generale in italia è buono per far capire alla gente che esiste qualcuno qualitativamente diverso, moralmente pultio e capace di trasformare la società radicalmente senza essere un sognatore o un idealista.
    flavia è stata brava, anzi bravissima e speriamo che molti delusi e disillusi dalla politica decidono di dare fiducia a sinistra critica. un altro mondo e un'altra sinistra è possibile.

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  5. Conosco Flavia dai tempi dei Giovani Comunisti...solo che allora io ero il"radiacale" e lei la moderata. Mi mancano alcuni passaggi della sua strada politica dopo che io ho lasciato Rifondazione...Dispiace solo il fatto che sia stata messa a fare la candidata premier perchè è "donna"...come se questa fosse una moda...Alessandro mi auguro che tu vada a votare...e se il voto è per la compagna Flavia ben venga....Io voterò sinistra arcobaleno perchè me ne sbatto degli uomini e voglio un'idea di Sinistra unita in questo paese.Non esiste voto utile...esiste il "voto" ed ognuno lo esprime come vuole.

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