28 marzo 2008

Il guano di sfida

Walterone bello de noantri si è infilato nello stesso cul de sac in cui si infilò Cicciorutello nel 2001. Aveva iniziato tanto bene, Walterone, con quella fantastica scelta di non nominare nemmeno il suo avversario politico, trasmettendo agli italiani quello che gli italiani sanno benissimo, cioè che il solo pronunciare quel nome riempie la bocca di un intollerabile sapore fecale. Così Walterone aveva iniziato la campagna elettorale rifiutando di nominare l'innominabile. Era una delle poche cose per cui ammiravo Walterone. Si può anche perdere una elezione, ma lo si deve fare con stile ed esprimere così sobriamente lo schifo che si prova al solo suono di quelle quattro disarmoniche sillabe valeva più di mille cartelloni pubblicitari.

Adesso, a quanto pare, Walterone vuole incrociare le armi col suo avversario politico e cerca l'incontro televisivo.

Ma Walter caro hai perso la strada?

Capisco la vocazione autolesionista della sinistra (ma sei ancora di sinistra?), però star chiusi nello stesso studio con l'innominabile e con Bruno Vespa è troppo per chiunque. Due anni fa Prodi ne uscì devastato fisicamente e psicologicamente!

Capisco che gli italiani voteranno in buona parte il tuo avversario politico, ma se è vero che miliardi di mosche mangiano merda ogni giorno, non per questo io sono tentato di condividerne le ragioni e i comportamenti.

Capisco che la sinistra (???) debba mostrare la sua scelta di costruire un'Italia moderna intenzionata a uscire dal lago di sterco degli ultimi quindici anni, ma siamo sicuri che la strada giusta per uscire da tale lago sia quella di farcisi dentro una nuotata?

Caro Walterone, pensa soltanto che, se per caso dovessi incontrarlo davvero, questo avversario politico, alla fine dovresti stringergli la mano... brrr... quanti ettolitri di disinfettante dovresti usare a serata conclusa?

Lascia perdere!

Nessun commento:

Posta un commento