26 marzo 2008

Il primate d'Italia

La "conversione" di Magdi Allam al cattolicesimo ha suscitato una enorme quantità di commenti. Alcuni hanno messo in evidenza quanto sia superato il concetto stesso di "conversione" visto che i rappresentanti delle religioni si dicono impegnati in un dialogo tra di loro. Altri hanno sotttolineato la grande evidenza mediatica che si è voluta dare a questo fatto squisitamente personale, facendone un paradigma dei rapporti di questo pontefice con le altre religioni. Altri, infine, hanno concentrato l'attenzione sul fatto della reciproca strumentalità degli interessi della chiesa cattolica e del neoconvertito, l'una e l'altro impegnati, dicono,  in una lotta che vede l'islam come il nemico principale.

Ritengo che una conversione sia sempre un fatto privato e che ciascuna coscienza bbia il diritto di aderire o meno a una religione, di rifiutare una appartenenza o di abbracciarla senza che questo dbbe comprtare un dibattito pubblico. Allam ha compiuto una scelta di coscienza e tanto basta. Le motivazioni reali appartengono al campo dell'opinabile. Ho le mie opinioni e me le tengo.

Ciò che mi interessa è il risvolto politico della vicenda. Cioè il modo in cui l a chiesa cattolica ha sfruttato un evento che, senza dubbio, sapeva avrebbe suscitato molto interesse e "fatto rumore" come si dice.

Qual è l'interesse della chiesa e del papa?

La chiesa ratzingeriana è in guerra. Questo lo si è capito da tempo. Ma è in guerra contro la modernità, contro la laicità, contro la secolarizzazione, contro la scienza, contro le filosofie non addomesticate. Questi sono i nemici veri della chiesa. Prima di questi occorre rifare una santa coalizione di tutte le fedi contro questi nemici. L'islam è il più importante di questi alleati prossimi venturi. Cristianesimo e islam provengono dalla stessa radice, hanno gli stessi valori di fondo, gli stessi metodi, le stesse prospettive future. Simul stant simul cadent... allora perché farsi la guerra tra di loro? Perchè non unire fin da subito le forze? In ogni coalizione che si rispetti, il ruolo e l'importanza dei singoli coalizzati derivano dal proprio apporto di forze in campo. Il disfacimento delle vecchie tradizioni religiose occidentali, a confronto con il vigore mostrato dall'islam, specie nelle sue declinazioni fondamentaliste, rischia di affidare la guida mondiale della santa alleanza delle religioni proprio alla tradizione islamica. Ecco quindi il riposizionamento politico perseguito dalla chiesa, l'interesse a sottolineare le "radici cristiane dell'Europa" (con una concessione all'ebraismo), le campagne identitarie fondate sull'odio antiislamico e sul richiamo ai valori tradizionali. Si tratta di una strategia di compattamento del fronte cristiano, di un modo per preparare il terreno alla vera battaglia, di schermaglie preventive.

La lotta più importante non è tra fedi diverse che sanno di potersi alleare e che si sono già alleate in passato. La lotta più importante è quella contro la laicizzazione del mondo. Contro quella scienza, quella filosofia, quei saperi che tendono non ad affermare quale dio sia il più potente, il più forte il più "ganzo", ma che tendono a eliminare questa "ipotesi" dal numero delle ipotesi possibili.

Nessun commento:

Posta un commento