17 marzo 2008

La bestia ferita

b1 Berlusconi ha perso il suo appeal! Questo è certo e lo dicono tutti. Lui, che era il campione delle campagne elettorali, salta da una gaffe all'altra, da una autosmentita all'altra. Dice una cosa dinanzi a decine di telecamere e poche ore dopo la nega come se avesse parlato a pochi amici nel salotto di Arcore. Valentino Parlato, sul Manifesto di ieri, lo definisce "spompato", ma forse è qualcosa in più. Spiace dirlo, ma Berlusconi è vecchio. Mortalmente vecchio e non solo per un fatto anagrafico.

b2 Ha precipitato l'Italia alle elezioni, spendendo denari a profusione e promettendo senza mantenere (povero Mastella!), solo perchè sentiva il ticchettare dell'orologio annunciante il coccodrillo pronto ad azzannarlo. Adesso sta giocando il tutto per tutto. Cambia strategia ogni giorno seguendo il vento dell'ultimo sondaggio. Mette in imbarazzo i suoi poveri alleati annunciando tutto e il contrario di tutto. Come farà a saziare gli appetiti dell'MPA, partito dell'assistenzialismo selvaggio e gli egoismi secessionisti della Lega? Come farà a mettere insieme i fascisti e i liberali? Non Importa, deve vincere!

b3 Deve vincere, tutto il resto non conta. Ma anche lui, poveretto, non è più tanto sicuro di stravincere. Grida al broglio preventivo, sbandiera sondaggi sempre più rassicuranti e meno credibili, si trova a dover rintuzzare attacchi da tutte le parti, è diventato noioso, triste, fastidiosamente inconcludente, ridicolmente trionfalistico. Lombardo è impresentabile? "dobbiamo vincere"; Ciarrapico è fascista? "dobbiamo vincere"; La Lega è pericolosamente antidemocratica? "dobbiamo vincere! sembra un disco rotto.

b4 Sempre più spesso mi capita di sentire elettori di destra che si lamentano di Berlusconi, che lo considerano un peso e non più una risorsa. A Roma, invece del solito bagno di folla, trova ad appaludire stancamente le sue parole - le stesse di quattordici anni fa - poche centinaia di figuranti pagati. Ormai è diventato la controfigura di se stesso: un triste ectoplasma, per nulla somigliante allo smagliante cinquantenne simile a un quarantenne che nel '94 si berlusconi_10005-1comprò la politica italiana con una indovinatissima campagna pubblicitaria in cui promise tutto a tutti sapendo che non avrebbe mantenuto.

  Oggi è un settantenne che sembra un ottantenne con la faccia di plastica troppo stirata dai lifting, un vecchio che non ha avuto nemmeno il coraggio di mettere la sua faccia sui cartelloni, perchè i suoi pubblicitari sanno che il prodotto "non tira più" e che bisogna far ricorso più all'operazione nostalgia che alle qualità del prodotto stesso. Lo stesso fedelissimo Fini, sempre accucciato ai piedi del padrone di casa, ha cominciato a parlare di fine della monarchia; brutto, bruttissimo segnale.

Attenti al vecchio, però. Non dimentichiamo come Mastro don Gesualdo venne preso, sul finire della vita, da una frenesia di distruzione, una voglia di vendetta sui giovani che sarebbero rimasti dopo di lui.

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