09 marzo 2008

La voce del padrone

Mentre Berlusconi involgarisce la campagna elettorale mostrandosi per quel padrone delle ferriere che è in realtà, mentre Veltroni porta a termine lo spostamento verso il centro del PD, mentre a sinistra si continua a litigare come i proverbiali capponi di Renzo, mentre tutti i micropartiti, ancora (per poco) superstiti, dopo la stretta antidemocratica cominciata con l'adozione di questa legge elettorale, annaspano in attesa del definitivo affondamento, mentre - insomma - la politica italiana si rinnova facendo finta di rimanere sempre la stessa o rimane la stessa facendo finta di rinnovarsi (ancora non s'è capito), mentre accade tutto questo, improvvisamente tuona la voce del padrone e rimette tutti in riga.

Il padrone, ovviamente, è la chiesa, è il papen, è il cardinalen Bertonen (ah vecchio Bonvi...), che, dopo aver lasciato un po' di guinzaglio ai bassotti, tira improvvisamente la corda per ricordar loro chi è a comandare.

Inutile star qui a discutere ancora su un argomento tanto ovvio. La chiesa cattolica è l'unico centro di potere effettivo che ancora sopravvive n questo paese. Probabilmente è uno dei pochi veri centri di potere del pianeta. E lo è non in base a oscure teorie complottiste, ma perché è l'unico potere che ha un programma preciso con passaggi intermedi scanditi con sistematicità, un insieme definito di obiettivi da perseguire, un metodo collaudato di gestione e controllo del potere sulle istituzioni e sulle persone, un leader carismatico votato alla causa e sostituibile in base alle diverse esigenze del momento, un gruppo dirigente coeso e fortemente motivato, un numero praticamente illimitato di militanti organizzati e indottrinati con cura e metodicità fin dalla nascita, una rete di spionaggio e di informazione capillare e veloce, una enorme forza di controllo e coercizione sulle altre istituzioni e sui mass media più importanti, un orizzonte temporale praticamente illimitato e non condizionato dai limiti cronologici dei singoli.

Certo, la chiesa cattolica non è la SPECTRE, anche se forse è peggio, però è certo che per la chiesa il controllo dell'Italia è fondamentale: una roccaforte nel cuore cristiano dell'Europa cui non si può rinunciare, un punto di partenza sicuro nel Risiko religioso del mondo, specie in un'epoca, quale quella che si sta preparando, in cui il nemico non sarà certo il laicismo o il secolarismo o l'ateismo e cose del genere, ma il nemico saranno altre religioni, altrettanto coese, organizzate, finalizzate ma molto più prolifiche di quella cristiana (ed ecco l'ossessione della chiesa per la riproduzione).

Il richiamo ai valori, l'apparentemente assurda battaglia sulle "radici cristiane" dell'Europa, i continui interventi degli uomini di chiesa nella vita pubblica, l'attività di lobbysmo spudorato messa in atto, sono tasselli di una strategia che il Vaticano sta sviluppando in questi anni, una riscrittura delle priorità, una nuova stagione di crociate nella quale il primo atto è costituito da un puntuale "serrate le fila".

1 commento:

  1. Grazie per i complimenti...sono lusingata di averli ricevuti da te!
    Grazie ancora

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