10 marzo 2008

A pesci in faccia

Mi andava di fare una battutaccia scontata su un post di un paio di settimane fa, intitolato Orate fratres, ed ecco il motivo del titolo del post di oggi, tuttavia un fondo di verità c'è. Il risultato delle elezioni spagnole, al di là dei drammatici risvolti assunti in questi ultimi giorni e scontato il fatto che, comunque, un turno elettorale nazionale riguarda soprattutto la nazione in cui si svolge, per noi che lo vediamo dall'esterno assume un significato importantissimo nel quadro dello scontro tra il governo socialista di Zapatero e la chiesa cattolica che ha armato il braccio e usato tutta la sua potenza mediatica e di controllo delle coscienze.

La conferenza episcopale spagnola ha rotto gli indugi che ancora mascherano i desideri dei vescovi nel nostro paese e ha fatto quello che i vescovi italiani sono ancora restii a fare: si è apertamente schierata a favore della destra popolare contro il partito socialista di Zapatero. E ha perso, presa a pesci in faccia dal laico popolo spagnolo.

Da notare che, se la destra di Rajoy ha ancora un tenue filo che la lega al suo passato franchista (filo mai reciso durante il lungo governo Aznar), il partito socialista di Zapatero è una forza riformista, diversa dalla sinistra (anche se con essa alleata in molti casi), una forza che condivide il programma del PSE e si muove in quella direzione, non certo una conventicola di estremisti dediti a bruciar chiese e a crocifiggere parroci.

Ma il PSOE è un partito moderno, che dialoga con la società spagnola avanzata, una società che pretende diritti, che non vuole ricadere nel medioevo culturale ed etico che la chiesa cattolica ha scelto come proprio orizzonte programmatico. Per questo motivo le scelte, quasi banali in una società avanzata, fatte dal governo Zapatero in questi anni, hanno suscitato un così ampio scalpore. Non perchè il matrimonio degli omosessuali o la laicità della scuola pubblica siano scelte estremiste e "laiciste" ma semplicemente perchè queste scelte, di ovvia civiltà giuridica, si scontrano con l'inciviltà ecclesiastica, gonfiata dai mass-media, soprattutto quelli italiani, che dell'asservimento ai dettami vaticani hanno fatto una scelta editoriale.

La Spagna civile, moderna, democratica, ha scelto ancora Zapatero. Non perchè sia il migliore dei premier possibili, non perchè non abbia commesso errori politici ed economici, non perchè sia un gigante nella comunicazione televisiva, non perchè sia un caimano o un multimiliardario con la capacità di comprarsi tutto e tutti, ma semplicemente perchè incarna un'idea moderna della società spagnola, un'idea capace di avere come orizzonte il futuro e non il passato, e il futuro, occorre dirlo, non si può costruire senza una cultura del diritto e dei diritti.

Si isti et istae, cur non ego?, potremmo dire, rovesciando in chiave laica il motto agostiniano. Perchè in Italia non è possibile costruire una simile cultura del diritto e del rispetto dei diritti di tutti? Perchè in Italia tutti si inchinano in direzione del cupolone appena un vescovo alza la voce! Perchè una gran parte della società italiana vive ancora nell'infanzia della ragione e non ha ancora superato la fase della minorità. Perchè in questo paese abbiamo avuto la controriforma senza conoscere la riforma, abbiamo avuto il romanticismo senza che l'illuminismo uscisse fuori da qualche circolo, abbiamo la Vandea senza aver mai fatto una rivoluzione.

Altrimenti perchè tutti si dovrebbero affannare a compiacere il Vaticano? I leghisti promettono il giuramento antimodernista, i nazional-alleati indossano la tonaca da chierichetti, i democratici si portano dietro la Binetti, del centro non ne parliamo, a sinistra tra Bertinotti e Pecoraro si fa a gara a chi è più sensibile al messaggio religioso... insomma, va a finire che il più laico di tutti è davvero Berlusconi il quale, almeno ha le idee chiare: lui usa la chiesa più come meretrice che come santa, la usa per averne i voti e la paga, come si pagano le prostitute, con denaro alle scuole cattoliche e leggi compiacenti. A lui non frega niente dei valori, se non si possono portare alle Cayman.

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