12 marzo 2008

Riflessioni sul voto cattolico

Per chi votano i cattolici e i non cattolici? Cioè, in altri termini, ha senso la rincorsa dei partiti ad ottenere la benedizione dei vescovi e del Vaticano?

Voto_Credenti_bgA giudicare dalla tabella messa on line dalla SWG, una simile rincorsa ha molto senso. A conti fatti e sommando i valori in base alle coalizioni che ancora oggi sono in parlamento (e quindi prescindendo dai sommovimenti pre-elettorali) il centrodestra raccoglie il 59% dei voti dei praticanti assidui, il 49% dei voti dei praticanti saltuari e il 35% dei voti dei non cattolici. Al contrario il centrosinistra, che raccoglie il 37% tra i superpraticanti, il 48% tra i poco praticanti e il 58% dei voti tra i non praticanti/non cattolici.

Se questi numeri fossero veri (se i sondaggi fossero affidabili) avremmo uno spaccato sconvolgente della situazione politica italiana. Il costante indottrinamento dei parroci, il loro battere e ribatttere ogni domenica sugli stessi argomenti (famiglia, valori, vita, soldi alla chiesa...) varrebbe, a conti fatti, uno spostamento del 20% dei voti espressi. Una vera enormità.

C'è da ridere sulle beghe che alcuni politici fanno circa le apparizioni televisive. Una comparsata da Vespa quanto può valere? lo 0,o1%? Una tribuna politica quanto sposta? lo 0,0002%? Ebbene la chiesa cattolica da sola vale milioni di voti in più.

Naturalmente non sono così stupido da credere a questa analisi sommaria. Evidentemente vale anche il contrario, cioè la gente di destra è evidentemente più predisposta di quella di sinistra ad andare in chiesa. Però rimane sempre un elemento di cui tener conto: il costante indottrinamento ecclesiastico (lavaggio del cervello? non esageriamo) vale comunque moltissimo, se non altro a fidelizzare gli elettori di centrodestra. E poi c'è un altro elemento da considerare. Mentre chi va in chiesa viene indottrinato, chi non va in chiesa non riceve alcun indottrinamento, se non quelli a cui tutti siamo continuamente sottoposti. Quindi si tratta di un evidente squilibrio.

Ora, prescindendo dal tifo per l'una o l'altra squadra, questi dati mostrano che una potenza straniera ha un enorme potere di influenza sulla democrazia italiana. Sarebbe come se, ragionando per assurdo, il governo statunitense si preoccupasse di dire chi gradisce e chi non gradisce tra i candidati italiani, intervenendo così in maniera inaccettabile sulla dinamica elettorale di un altro stato.

Cosa possa significare tutto ciò in termini di civiltà e di laicità dello stato, lo si capisce bene. I nostri politici, dal canto loro, invece di scegliere la via più ardua e di spendersi per aiutare gli italiani a maturare politicamente e a non farsi dettare il voto dal parroco, preferiscono imboccare la via più facile e si recano in pellegrinaggio da Bagnasco per ottenerne l'imprimatur sui loro programmi.

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