10 aprile 2008

Altre considerazioni raffadalesi, in risposta a Giovanni...

 

Carissimo Giovanni, contrariamente alle mie abitudini ho deciso di continuare, con un post, il discorso iniziato in precedenza e da te continuato con un intervento a commento con il quale sono completamente d'accordo (tranne che per i complimenti nei miei riguardi), per chiarire meglio il mio pensiero e per sviluppare quanto detto nel post precedente.

Non ho mai fatto mistero di aver votato nel 2002 per Giannino Lombardo. Ritenevo fosse quantomeno lecito provare a condurre una campagna elettorale valorizzando il patrimonio "storico" della sinistra raffadalese. Ho votato per Giannino Lombardo nonostante le mie perplessità non sulla persona - confermo - ma sulla incapacità della sinistra raffadalese di cominciare un percorso di rinnovamento del personale politico, oltre che delle strategie. Finì come finì, purtroppo. Non ho mai nascosto, invece, di non essere andato a votare nel 2007. Sbagliare è umano, ma lo scorso anno si volle perseverare.

Una diversa scelta, probabilmente, avrebbe ottenuto lo stesso risultato elettorale (vista la corazzata avversaria e il suo strapotere clientelare) ma almeno avrebbe valorizzato meglio  le splendide energie che si rivelarono in quella campagna elettorale e avrebbe avviato il rinnovamento. Oggi, invece, anche quelle energie corrono il rischio di disperdersi. Vero che non è mai troppo tardi, ma è anche vero che non vorrei si dovesse star qui, tra cinque anni, a parlare dell'ennesima occasione perduta.
Ripeto, nel '94 c'erano molte energie simili a Raffadali, dove sono oggi? Dove sono tutti coloro che incontravo in lunghissime riunioni in preparazione alla campagna elettorale? Molti sono spariti dalla circolazione, alcuni me li ritrovo, più o meno affruntusi, nel campo avverso, altri, me compreso (non che fossi chissà quale risorsa coi miei 29 voti...), abbiamo deciso di non fare più politica "attiva" e bivacchiamo un po' intristiti e un po' invidiosi ai margini in attesa che si  possano rispolverare le vecchie bandiere, come nelle indimenticabili scene finali di Novecento, quando i contadini, dopo la liberazione, possono finalmente tirare fuori le vecchie bandiere delle leghe, tenute nascoste dal 1922. Bandiere tutte cucite assieme, tanto per trarre una morale da una sinistra che, ancora una volta si presenta divisa e, perciò, rassegnata alla sconfitta.
Novecento - B. BertolucciNovecento - B. Bertolucci

Ribadisco. Io ritengo che il lavoro fatto nelle ultime due elezioni sia stato un lavoro eccellente, un impiego straordinario di energie e talenti che, purtroppo e forse fatalmente, non hanno avuto il premio elettorale che meritavano. Tuttavia, mi pare che sia mancato un sguardo prospettico. Ci si è impegnati spasmodicamente in competizioni elettorali, forse perse in partenza, senza pensare a come costruire un percorso futuro. Ad Est era - ed è - a mio parere, soprattutto una speranza per il futuro della sinistra raffadalese, la speranza di intelligenze e volontà capaci di rinnovare valori "tradizionali" e proporre nuovi valori "di sinistra". E sono contento che il gruppo "Ad Est" sia stato capace di andare a fecondare esperienze politiche diverse, perchè è un patrimonio di ricchezza che sarebbe stato impoverito dentro le strutture di un solo partito. Essere in partiti diversi e rimanere amici è forse il pegno maggiore che possa garantire un futuro alla sinistra a Raffadali.

Si tratta, per il futuro, di riuscire a far tesoro di questa ricchezza, di riuscire a spendere questo patrimonio per il futuro di Raffadali. Ti immagini, Gaetano prossimo candidato sindaco?... mi piacerebbe vederla questa nuova storia che inizia. Ma prima bisognerà trovare un modo per ricostruire socialmente e moralmente il paese, altrimenti sarebbe l'ennesima, impareggiabile, battaglia persa in partenza. La consulta, credo, potrà essere uno strumento utile. Il problema, adesso, è trovare nuovi strumenti, nuove occasioni di incontro, nuovi percorsi per la sinistra.

3 commenti:

  1. Alessà oltre ad un grande comunicatore sei anche un grande.....
    Tu butti prima la carota e poi il bastone. Io per ora mi mangio la carota per il bastone mi riservo di parlarne di presenza. Ciao provessù!

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  2. Caro Alessandro,
    anch’ io ho cercato di spiegarmi i motivi che hanno portato alla attuale situazione mirabilmente riassunta nel tuo intervento. Per poter dare delle risposte ho dovuto però farmi delle domande (alla gigi marzullo per intenderci). Mi sono chiesto come mai, un paese dal passato così glorioso, faro culturale nel buio e sonnacchioso mare della provincia agrigentina, si sia ridotto ad annaspare faticosamente alla ricerca di una nuova identità socio-cultural-politica. A volte si commette l’errore di dare per scontato che le nostre premesse siano esatte… Mi sono chiesto quindi, ma è stato poi tutto così glorioso? Mi permetto di ricordare i racconti di mia nonna che mi diceva di mio nonno, fiero contadino comunista, che si lasciò lentamente morire per la delusione seguita al fasullo accordo tra i potenti di allora e coloro i cui nomi stanno adesso sulle lapidi marmoree sparse per le vie cittadine… Ma andiamo oltre e passiamo agli anni 60-70 e cerchiamo di capire cosa succede a Raffadali. Ci fu una forte emigrazione di manovalanza verso la Germania e in misura minore una certa quota di quei pochi diplomati e laureati che Raffadali sfornava andava verso il nord Italia. Ma chi rimaneva in paese cosa faceva? Ovviamente l’artigianato e l’agricoltura permettevano ancora di sopravvivere e nel frattempo coi soldi che gli emigrati mandavano a casa cominciava lo stupro del paese. Al senatore Di Benedetto va dato atto di aver realizzato un piano regolatore durato circa trent’anni, ma…chi lo ha mai rispettato? O meglio, chi lo ha fatto rispettare? Da una persona del suo spessore culturale ci si doveva attendere ben altro…Mi chiedo cosa sarebbe accaduto se avesse imposto ai raffadalesi di mantenere le facciate in pietra tipiche dell’architettura contadina che poi lui esalta sui suoi libri. Lo sviluppo urbanistico di via Canale e via Sgarano(tanto per citare due vie) ne è l’esempio. Ma andiamo oltre. I diplomati di quegli anni si impiegavano miracolosamente presso il comune o presso gli enti dei comuni limitrofi ed i laureati trovavano facilmente lavoro presso le scuole che cominciano a riempirsi di fanciulli grazie alle migliorate condizioni economiche che permettono di aumentare il grado di alfabetizzazione di una società. Il clientelismo sembrava non esistere… ma non perché a guidarci fossero dei francescani, ma più semplicemente perché all’epoca, molte cose “si potevano fare”…ricordo ai meno attenti che la politica, negli anni 70-80 si faceva lungo l’asse “ufficio tecnico-vigili urbani”… Le rassegne teatrali del villaggio della gioventù assumono oggi, ai miei occhi, l’orgogliosa opera di un grande Nino Cuffaro che riusciva grazie alla sua caparbietà a stornare fondi verso quella struttura. Qualche voce fuori dal coro usciva, ma era considerato folle e venne poi condannato dalla magistratura e soprattutto dalla cittadinanza complice ed usufruttuaria di quel malcostume generalizzato. A quel punto, con la crisi edile degli anni 90 comincia a sorgere la necessità di una nuova fonte di occupazione per i trentenni di allora ed ecco nascere le cooperative,i lavoratori socialmente (in)utili che hanno trovato altrove ciò che la politica locale non era più in grado di garantire. Il resto è storia recente ed i giovincelli che protestano orgogliosamente in giro per l’Italia la conoscono bene.
    Tutto questo per dire che non bisogna meravigliarsi di nulla in questo meraviglioso mondo, tutto questo per dire che anch’io esaltavo Leoluca Orlando ed il suo modo di (non) fare politica… non credo che ci siano buoni da una parte e cattivi dall’altra, e se ci fossero io non potrei che stare con questi ultimi.
    A proposito, c’ero anche io ai comizi del carissimo prof. Giannino Lombardo nel 2002, ed era imbarazzante vedere proprio quella sinistra che grida oggi all’unità appoggiare un candidato sindaco che raffadalese non era…era imbarazzante vedere “compagni” storici presenziare ai comizi, applaudire in loco e poi fare la campagna al parente candidato nel centrodestra… il voto disgiunto mi è testimone. L’Inter ha cominciato a vincere non solo grazie allo smembramento della Juve, ma anche grazie agli innesti di Vieirà e Ibrahimovic…
    Cordialmente,(ma non brevemente)
    Francesco Romano

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  3. Francù, non entrerò nel merito del discorso, perchè spesso ho l'impressione che si scriva per sgravarsi l'anima dai propri peccattucci e non per mettere su qualcosa....Sulla tua ultima parte...I percorsi si creano,i rapporti si ricostruiscono.Nel 2002 non ci furono le condizioni per correre assieme, ma tutti e due corremmo contro Casalicchio. Avremmo perso comunque anche assieme, quindi nessuna possibilità è andata perduta.. Poi si lavorò per costruire un ponte.Si fecerò dei passi indietro,che permisero molti passi avanti.L'Unità l'abbiamo ricostruita e non gridata.Eravamo una cosa sola nel 2007 o te ne sei dimenticato? Abbiamo rivitalizzato un paese morto,creando luoghi di aggregazione plurale,come "singoli" abbiamo organizzato più manifestazioni noi che l'amministrazione comunale...Non penso che tu l'abbia dimenticato perchè per un pezzo di strada eri con noi.Siamo una cosa sola e lo saremo anche in avanti...Magari litighiamo, ci scontriamo, ma siamo persone libere...Altrimenti dovremmo cercarci un padrone che elargendo soldi e potere ci tenga tutti assieme in base a convenienze.Ma questa è una strada che noi non prenderemo mai...La lasciamo ad altri...

    Un abbraccio

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