28 aprile 2008

Deferenze e interferenze

La marea nera di materia fecale che ha sommerso l'Italia ha conquistato anche Roma, che di questa Italia è capitale degnamente rappresentativa.

Il neoeletto sindaco di Roma ha creduto opportuno, come suo primo atto, rivolgere un atto di deferenza a colui che, evidentemente, ritiene essere il vero padrone della città: il papa.

Queste le parole di Alemanno: «Nel momento in cui vengo eletto Sindaco di Roma dal suffragio degli elettori rivolgo il mio deferente saluto a Lei, Santita', Vescovo di questa citta', assicurando piena collaborazione con la comunita' cattolica per il bene di tutti i cittadini romani».

Se i primi atti di un neoeletto sono i più rappresentativi, per la portata simbolica che evidentemente hanno, quest'atto ha un valore doppiamente rappresentativo.

Alemanno, nel momento in cui tinge di nero il Campidoglio, pensa bene di mandare un messaggio chiaro alla comunità romana: d'ora in poi l'atteggiamento delle istituzioni di fronte alla chiesa sarà di genuflessione e sottomissione. Roma torna a essere papalina e fascista, cioè torna a sommare in sè il peggio di quanto è stata negli ultimi secoli.

Davvero un buon inizio per Roma, davvero una buona prospettiva per l'Italia.

2 commenti:

  1. Invece se vinceva Rutelli no. La laicità era salva.
    Cosa pensavi che faceva Rutelli se vinceva non mandava il telegramma? Ah andava in ginocchio a rinnovare la tessera opus dei...

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  2. Perfettamente d'accordo con anonimo. Non è stato forse Ventroni, sindaco di Roma e segretario del PD, a rassicurare Bertone che non si sarebbe istituito il registro delle unini civili?

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