04 aprile 2008

L'insidia del pene

Tra pizze e fichi le elezioni si avvicinano. Fra più o meno dieci giorni sapremo chi governerà l'Italia, mentre sappiamo già chi lo farà cadere. Ho ricevuto una lettera da una persona che mi scrive ogni volta che ci sono elezioni. La conosco poco, per fortuna, ma non manca mai di scrivermi per darmi il suo disinteressato consiglio. Qualche tempo fa mi ha mandato una rivista, fatta in casa, con foto sue e della sua famiglia. L'altra volta un curriculum (con molte foto... non bada a spese) per dirmi quante cose buone ha realizzato in vita sua. Conservo ancora una splendida calcolatrice che mi mandò ai tempi del change-over dell'euro, forse per farmi fare i conti di quanti soldi mi avrebbe fatto regalare ai suoi amici commercianti.

Mi ha scritto, insomma, dicendomi che se il suo partito dovesse vincere le elezioni, costruirebbe il ponte a Messina, aumenterebbe i posti di lavoro, diminuirebbe le tasse, migliorerebbe i servizi, la sanità, la scuola, aumenterebbe le pensioni...

Ero quasi tentato di rispondergli e dirgli che, se avesse messo in conto anche una operazione gratuita per portare il mio pene alle dimensioni di quello di John Holmes, il mio voto glielo avrei dato volentieri.

Poi ho visto la sua faccia e i suoi capelli. E se mi portasse dal suo stesso medico? In fondo meglio tenermi il mio allo stato naturale che correre il rischio di un pene somigliante alla sua faccia. Figurarsi.

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