27 aprile 2008

Santi e straccioni

sanfrancesco L'abbiamo pensato un po' tutti: il sindaco italoforzuto di Assisi che ha proibito di chiedere l'elemosina all'interno di una città che basa la sua fortuna turistica su un tizio che ha passato la vita a chiedere l'elemosina ha preso una gran cappellata. Sembra una aperta contraddizione. Sarebbe come dire che oggi, ad Assisi, Francesco non sarebbe bene accetto.

Ma fa parte della logica delle cose. Cosa ci si aspetta da un sindaco italoforzuto? certo non intelligenza, sensibilità, coerenza o altre simili mercanzie. San Francesco va bene finchè porta turisti danarosi che mangiano, dormono, comprano souvenir e spendono soldi in quella prodigiosa trappola per gonzi che è la Assisi turistica (ci sono stato qualche giorno fa e ho visto prezzi e chincaglierie degne della peggior sangiovannirotondo). Certo non va bene che gli straccioni (cui Francesco apparteneva) invadano con il loro puzzo gli spazi del turismo. E anche gli stessi turisti, onestamente, non sono tutti uguali. Ci sono quelli molto simili agli straccioni, che sudano, puzzano, mangiano panini col salame, si siedono per terra e spendono pochi soldi. E poi ci sono i turisti ricchi, che prendono i taxi, che dormono negli alberghi di lusso, che non comprano chincaglierie ma gioielli e merce pregiata. Ecco questi sono i turisti che l'arguto sindaco italoforzuto vorrebbe nella "sua" città. Gli altri, san Francesco compreso, si fottano.

Un po' diversa è la considerazione che si ha per la posizione dei frati francescani. Loro almeno dovrebbero essere un po' grati a quello straccione grazie al quale mangiano bene, ingrassano, vanno in giro con auto di grossa cilindrata e si concedono molte altre "distrazioni" costose. Dico, almeno fate finta che vi stiano a cuore quegli straccioni dei quali il vostro fondatore era il capo. Macchè, anche loro d'accordo col sindaco italoforzuto che i poveri ad Assisi non devono entrare o, quantomeno, non devono dar fastidio ai ricchi, categoria alla quale, evidentemente, i frati francescani sentono di appartenere. In fondo anche questo fa parte del noto collateralismo della chiesa cattolica con la peggior destra fascista italiana. Uniti in ogni occasione e sempre e comunque dalla stessa parte. Quella sbagliata.

Nessun commento:

Posta un commento