26 maggio 2008

Critica della retorica democratica

Immagine di Critica della retorica democratica Di questi tempi, con lo scivolamento verso un governo di tipo autoritario che il nostro paese sta vivendo in modo sempre più evidente, occorre munirsi di tutte le armi a disposizione per opporre a questo modello trionfante una resistenza quanto più possibile attiva e intelligente. Mi pare di poter consigliare, a chi voglia comprendere il tempo presente e ciò che sta accadendo, la lettura di un saggio chiaro e illuminante.

Il libro di Luciano Canfora, Critica della retorica democratica, ancorchè scritto qualche anno fa, mantiene intatta la sua capacità di analisi divulgativa del sistema democratico e delle sue strutturali deviazioni. Il libro, che per maggior completezza e approfondimento può essere letto assieme a La democrazia, dello stesso autore, è un breve saggio sul senso della parola "democrazia", sulla praticabilità del concetto, sulla natura dei regimi politici che si richiamano a tale concetto. Il libro va alle radici del concetto di democrazia, ripercorrendone la storia filosofica e confrontandolo con la pratica della democrazia nei diversi tempi e nei diversi contesti umani.

La democrazia nasconde al proprio interno, celandolo sotto la patina del consenso popolare e della elezione dei rappresentanti, un dominio di oligarchie ben strutturate e tenacemente dedicate alla stabile gestione di tale dominio. La democrazia, pertanto, al di là della retorica - appunto - sulla quale continua a costruire il proprio mito, altro non è che una forma del potere gestita da oligarchie sociali, tecnocrazie economiche, ceti dirigenti autoreferenti e autoriproducentisi.

Il resto, il consenso popolare, la liturgia elettorale, le discussioni e gli scontri politici, altro non sono che un mascheramento, una patina leggera al di sotto della quale è possibile scorgere un dominus compatto e omogeneo.

Le democrazie si nutrono di sottomissione e sfruttamento, di schiavitù e repressione, non diversamente da altre forme di governo.

Tuttavia, a pensarci bene, proprio per questi motivi, proprio perchè la democrazia al di là delle sue pretese messianiche è nient'altro che una forma di governo uguale alle altre, nè migliore nè peggiore, essa è, probabilmente, alla fine del suo ciclo storico. Assieme a essa tramonterà anche l'occidente che sulla retorica democratica ha costruito la sua ragion d'essere? Questa è la questione che rimane aperta.

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