16 maggio 2008

Davvero vivo in tempi bui...

Davvero viviamo in un'epoca strana, un'epoca nella quale per la maggior parte di noi l'informazione si confonde con la coprofagia. Sarà perchè la qualità dell'offerta di informazione è proprio questa, sarà perchè gli italiani sono refrattari alla libertà, abituati da secoli a essere schiavi di sovrani, di papi, di dittatori, di teleimbonitori...

Il caso Travaglio/Schifani è estremamente significativo. Ancora oggi sono in attesa di leggere un articolo o vedere un servizio televisvo in cui mi si dica chiaramente se le cose dette da Travaglio sono VERE o FALSE. Per giorni tutti se la sono menata dicendo che di certe cose non si deve parlare, che c'è stato un "attacco" televisivo senza contraddittorio, che sulla televisione pubblica certe cose non si devono dire, che è mancato il rispetto per l'istituzione che Schifani rappresenta e così via. Ma Travaglio ha mentito? ha detto la verità? Boh!!

Questa è l'informazione in questo paese. E ormai non occorre più nemmeno che intervenga il boss con la censura. I giornalisti si autocensurano, i giornali si autocensurano, le televisioni si autocensurano. Però che non si venga a dire che l'Italia è un paese democratico, perchè non è democrazia quella in cui l'informazione indossa con tale noncuranza la mordacchia.

E poi, che democrazia è quella in cui non c'è un'opposizione? Stavo scrivendo opposizione degna di questo nome, ma in effetti non c'è proprio opposizione, nè degna nè indegna. Il PD, per paura o per subalternità è ormai poco meno di una costola di Berlusconi e accetta il ruolo da comparsa che il capocomici gli ha riservato. La sinistra, rimasta prigioniera di una classe politica incapace di rinnovarsi, è scomparsa e l'unico a difendere una parvenza di legalità e di libertà di pensiero sembra essere Di Pietro, figurarsi...

1 commento:

  1. >l'unico a difendere una parvenza di legalità e di libertà di pensiero sembra essere Di Pietro

    Certo non me lo sarei aspettato da un PD, votato al riciclaggio delle vecchie classi dirigenti e a insulse operazioni di facciata (i ggiovani, Calearo, gli operai della Thyssen...). Non sono pentito di aver votato Di Pietro, anche se mi spiace molto che nella "sinistra" riformista questi valori si siano sbiaditi, e in quella radicale mescolati a ideologismi che non possono essere rappresentativi di tutti gli italiani.

    RispondiElimina