19 maggio 2008

Dio stramaledica i laicisti, i materialisti, i relativisti

«Prima o poi finirai col farti dei nemici», questa è la frase che ogni tanto, con ammirevole saggezza, parenti e amici mi dicono per sottolineare quanto siano inutili e dannosi i miei post. Inutili perchè sono letti da quattro gatti, dannosi perchè se dovessero essere letti dal "gatto" sbagliato mi porterebbero a fare la fine del topo.

Eppure ho scoperto di avere più nemici di quanto avessi immaginato. Per essere chiari, ho scoperto di avere almeno un miliardo di nemici, tutti quei cristiani cattolici che sono stati chiamati a raccolta dal papa dalla Liguria. Non che la cosa mi giunga nuova, per carità. Il papa ormai ci ha abituato a queste chiamate alle armi dei suoi fedeli per costituire armate da spedire in battaglia. I fedeli ascoltano, applaudono, magari votano come il papa dice loro di votare, ma alla fine non si impegnano più di tanto nella buona battaglia, altrimenti l'Italia e le altre nazioni "cattoliche" dovrebbero risplendere di fulgente santità, cosa che non  mi pare!

Ancora una volta la trinità dei nemici del papa e dei suoi fedeli è risuonata, come fa con inquietante ossessività in tutti i discorsi del pastore tedesco fin dalla sua elezione: materialismo, laicismo e relativismo. Maledetta triade, figlia delle filosofie del Settecento e dell'Ottocento, figlia cioè di quel pensiero che Kant si azzardò a chiamare maggiorenne, soltanto perchè intendeva affrancarsi dalla tutela clericale.

Il materialismo, cioè l'attenzione agli aspetti concreti dell'esistenza, la fedeltà alla terra che rifugge da fughe e illusioni. Il laicismo, cioè l'atteggiamento di chi vuole dar dignità autonoma all'esistenza e ai valori del mondo. Il relativismo, l'arcinemico, cioè la consapevolezza che non esistono valori assoluti e leggi morali assolute ma che ogni valore è figlio del suo tempo, della sua epoca, degli uomini che in esso spendono la fatica del pensiero e non può essere calato dal cielo e scritto, eternamente, su tavole di pietra.

Qualcuno dovrebbe dire a Benedetto che spiritualismo, clericalismo e assolutismo (cioè la trinità opposta a quella da lui stramaledetta) ha provocato, nella storia, persecuzioni, roghi, inquisizioni, morti, guerre, povertà e disperazione. Forse sarebbe meno ultimativo nei suoi giudizi e proverebbe a trasformare la sua dottrina in qualcosa di più umano.

6 commenti:

  1. La storia è un po' diversa da come la si studia sui bignamini. I roghi, le guerre, le persecuzioni, la storia dell'umanità li ha provocati benissimo da soli, senza aver bisogno di ricorrere allo spiritualismo se non come giustificazione morale. L'Inquisizione romana ha ucciso e torturato almeno una decina di migliaia di volte di meno dei tribunali ordinari del tempo. E non mi sembra che con l'Illuminismo deista, o con il materialismo bolscevico, la situazione sia migliorata di molto. Vogliamo contarne i morti, caro? Le guerre? I roghi?
    Piuttosto, mi sembra che oggi, se togliamo la cultura cattolica, ce ne siano ben poche di alternative che si stagliano imperiose all'orizzonte.
    Diciamo che c'è una gran cattiva coscienza in chi, come te, vede nel Papa e nella religione cattolica la fonte dei mali, ed è proprio poco propenso a fare un passetto più in là e cominciare davvero ad accendere la propria riflessione sul mondo.

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  2. Kalash, sei sicuro del fatto che sia una cattiva coscienza?
    Capisco che per molti il papa è infallibile per dogma, ma per chi utilizza solo la ragione, le posizioni del papa vengono analizzate e vagliate in base alla ragione.
    Io osservo, banalmente, che il Papa, anche nelle sue encicliche afferma che la ragione senza fede non ha valore, e questo implica che per poter dialogare io e te non è sufficiente basarci sulla comune ragione ragione, ma dobbiamo anche avere come presupposto la fede, questo è un po integralista, non ti pare?
    Dove finisce il dialogo tra diversi?

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  3. Nessuno intende criticare la cultura cattolica che e' anche Don Milani, Papa Luciani, Papa giovanni, ecco diciamo un cattolicesimo oserei dire buonista, umano, civile, aperto.

    Non mi piace questa cultura cattolica che usa la salma di Padre Pio per estorcere denari, che canonizza preti franchisti, insomma non mi piace la cultura cattolica destrosa.

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  4. Dal momento che le encicliche del Papa le leggo anch'io, e dal momento che anch'io le leggo solo sulla base della ragione non avendo fede, mi dici dov'è scritto che la ragione senza fede non ha valore?
    A me sembra ci siano scritte cose ben diverse, sulle quali un laico può benissimo concordare.

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  5. La domanda non era rivolta a me, ma rispondo lo stesso.

    Sono stati così costruiti sistemi di pensiero complessi, che hanno dato i loro frutti nei diversi ambiti del sapere, favorendo lo sviluppo della cultura e della storia. L'antropologia, la logica, le scienze della natura, la storia, il linguaggio..., in qualche modo l'intero universo del sapere è stato abbracciato. I positivi risultati raggiunti non devono, tuttavia, indurre a trascurare il fatto che quella stessa ragione, intenta ad indagare in maniera unilaterale sull'uomo come soggetto, sembra aver dimenticato che questi è pur sempre chiamato ad indirizzarsi verso una verità che lo trascende. Senza il riferimento ad essa, ciascuno resta in balia dell'arbitrio e la sua condizione di persona finisce per essere valutata con criteri pragmatici basati essenzialmente sul dato sperimentale, nell'errata convinzione che tutto deve essere dominato dalla tecnica. E' così accaduto che, invece di esprimere al meglio la tensione verso la verità, la ragione sotto il peso di tanto sapere si è curvata su se stessa diventando, giorno dopo giorno, incapace di sollevare lo sguardo verso l'alto per osare di raggiungere la verità dell'essere. La filosofia moderna, dimenticando di orientare la sua indagine sull'essere, ha concentrato la propria ricerca sulla conoscenza umana. Invece di far leva sulla capacità che l'uomo ha di conoscere la verità, ha preferito sottolinearne i limiti e i condizionamenti. Ne sono derivate varie forme di agnosticismo e di relativismo, che hanno portato la ricerca filosofica a smarrirsi nelle sabbie mobili di un generale scetticismo. Di recente, poi, hanno assunto rilievo diverse dottrine che tendono a svalutare perfino quelle verità che l'uomo era certo di aver raggiunte. La legittima pluralità di posizioni ha ceduto il posto ad un indifferenziato pluralismo, fondato sull'assunto che tutte le posizioni si equivalgono: è questo uno dei sintomi più diffusi della sfiducia nella verità che è dato verificare nel contesto contemporaneo.

    Fides et Ratio, 5

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  6. Il problema è mal posto. C'è chi si ostina a prendersela col papa e chi si ostina a difenderlo. Poco importano le sfumature. Il papa è un uomo che qualunque cosa dica ha eserciti di persone dispste a urlare al miracolo. Qualsiasi insulsa banalità diventa un messaggio ivino. Una minoranza, poi, ce lha con lui da che si affaccia al balcone. Il punto crucilae è che costui (il papa regnante) è un oscurantista e un integralista. In parte ciò è dovuto alla sua funzione, può infatti un papa essere relativista sul Dio che dice di rappresentare? D'altra parte il tedesco non esiterebbe a tradire i Vangeli per imporre la sua visione di Dio come di un essere che emana leggi e punisce chiunque non vi si attenga. Una visone di Dio del tutto tedesca, aggiungo, basta studiare un po' e chiunque se ne accorge. Dio d'amore? Non esiste per lui. E lui stesso non ama gli uomini, che vede solo come peccatori. Aggiungo: lui certo non condanna a morte omosessuali e altra robaccia, quella condannata da una Bibbia che ci si ostina a credere prefigurazione del Vangelo, ma se qualcuno li ammazza in giro per il mondo, forse che lui si oppone? Dio deciderà ... lui tace. Con questo, per i iù, lui non è colpevole.

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