20 maggio 2008

Orgoglio nerazzurro 1

Gli anti-manciniani, credo, si sono fatti abbagliare dagli specchietti dei «cugini» rossoneri, che anche quest’anno sono riusciti nell’impresa, questa sì aziendalista e profondamente berlusconiana, di far dimenticare il baratro di punti che li separa dall’Inter gonfiando un titolo «finto» e pubblicitario (giapponese, appunto), conseguito in un mini-torneo contro squadre inesistenti sul piano sportivo e storico.
L’Inter «meticcia» e multirazziale di Zanetti, Balotelli e Ibrahimovic deve stringere orgogliosamente questo scudetto, senza invidia per nessuno: «campione d’Italia» è un titolo dal sapore antico, ma oggi èmolto più «democratico» e solido di certe manifestazioni internazionali geneticamente modificate dagli sponsor. Quanto alla presunta superiorità del gioco romanista, meglio non agitarsi. L’osservazione più condivisibile, e piena di humour, resta quella di Gigi Simoni: «la mia Inter – ha detto qualche giorno fa – giocava verticale e veloce come la Roma di Spalletti, però a me davano del contropiedista».

Roberto Andreotti, «Il Manifesto» 20 maggio 2008

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