14 maggio 2008

Ridicoli buffoni

Non si può dire che la scuola italiana sia propriamente serissima, anzi...
Ma certamente la scuola italiana è uno spaccato del meglio che offre la società italiana. Perchè ci sono le energie migliori, cioè i ragazzi che la popolano, ci sono lavoratori che, nella maggior parte dei casi, fanno il loro onesto lavoro, ci sono risorse di buona volontà e impegno che riescono a vincere strutture fatiscenti e assenza di strumenti adeguati.

Al contrario, la comunità dei politici offre uno spaccato del peggio della società italiana: razzisti, mafiosi, fascisti, pregiudicati, ladri, approfittatori, grassatori, cocainomani, maniaci sessuali... insomma il peggio del peggio.

Il colmo è che i politici legiferano sulla scuola. Cioè il meglio è guidato dal peggio. Cosa si può volere di buono da una situazione del genere?

A quanto dicono, la ministra dell'istruzzzione avrebbe in animo di eliminare una delle poche cose serie messe in campo dal governo precedente in ambito scolastico, cioè l'obbligo di recuperare i debiti formativi. Forse temendo, a ragione, che si potrebbe correre il rischio che la scuola italiana riprenda a funzionare. E la scuola è pericolosa per ogni potere, di destra, di centro o di sinistra. La scuola è pericolosa per il potere perchè una scuola seria è fattore di liberazione e palestra di educazione alla libertà.

A un mio post di ieri, un "coraggiosissimo" anonimo rispondeva dicendo che i ministri berlusconici sono comunque meglio di quelli prodiani e che Brunetta è meglio di Fioroni. A parte che l'anonimo confronta il titolare di un ministero con l'ex titolare di un altro, a parte che venire da me a rinfacciarmi una simpatia per il governo Prodi è segno che l'anonimo non si è preso la briga di leggere nemmeno uno dei miei post, a parte che solo gli stupidi giustificano gli errori con gli errori commessi da altri (gli errori non si annichilano a vicenda, si sommano!). A parte tutto, dicevo, rimane il fatto che la visione della scuola da parte della destra è una visione tendente alla privatizzazione, in modo da accentuare le differenze di classe e da creare percorsi formativi separati. Era la logica della riforma Moratti che l'attuale ministra sembra voler riesumare. Il democristiancattolicissimo Fioroni, ministro che a me non piaceva per molte e fondate ragioni, aveva però compreso che la riforma Moratti avrebbe affossato la scuola in un mare di ignoranza e delegittimazione. La Moratti aveva inteso trasformare la scuola pubblica in un imbuto dentro il quale si scivolava facilmente da una classe all'altra, tramite promozioni facili ed esami ridicoli.
Alla fine dell'imbuto? Lavori precari (altra perla del governo Berlusconi II/III: la legge 30) e sfruttamento. La norma sul recupero dei debiti serviva a introdurre, blandamente, un criterio: non la destrorsa meritocrazia ma l'umana necessità di una formazione seria per affrontare una società a misura di ricco e di figlio di ricco.

Oggi i figli dei poveri stanno ore e ore a guardare alla tv "Amici", "X-factor", "Grande Fratello", poi si sballano di droghe di ogni tipo, si rincoglioniscono nelle discoteche, si ammazzano a coltellate negli stadi, organizzano pogrom contro gli zingari, poi vanno in scuole pubbliche nelle quali nessuno li spinge a migliorarsi, a leggere, a capire, a criticare e si dirigono tristemente verso la disoccupazione, il precariato, lo sfruttamento votando per i partiti di potere, di qualunque falso colore politico. Solo la scuola, una scuola seria e rigorosa, capace di spingere alla coscienza critica e di trasmettere sapere e conoscenza, può salvarli da questo gorgo.

Evidentemente la destra ha invece tutto l'interesse a tenere questa massa dannata nella sua ignoranza, pascerla di idiozie televisive (e il capo del governo è maestro), "tosando e macellando l'eccedenza".

1 commento:

  1. tutti quanti dobbiamo molto alla scuola.
    da bambino non avrei mai potuto immaginare che un giorno l'avrei detto così convintamente.

    ciò vuol dire, che ha funzionato...

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