03 giugno 2008

Demopazzia

Riflettevo sulle affermazioni dei capi della lega. Secondo loro, tra la volontà dei parlamentari e la volontà popolare espressa nel referendum dovrebbe prevalere la volontà dei parlamentari. Poco importa che il parlamento sia una assemblea legislativa che non ha la legittimazione a proporre riforme radicali della Costituzione ma solo piccoli e limitati aggiustamenti. Poco importa che un parlamento eletto con una legge elettorale che ha escluso una parte significativa dell'elettorato non ha la rappresentatività adeguata a stravolgere la carta fondamentale della repubblica (dunque anche di coloro che in tale parlamento non sono rappresentati).

Poco importa. La lega ha un interesse pratico: rompere i vincoli che tengono unita questa comunità. Per ora si accontentano di lanciare assalti contro Rom e immigrati, per l'immediato futuro concepiscono un universo concentrazionario nel quale rinchiudere i dannati della terra in attesa di una qualche soluzione finale, per il futuro - lontano ma non troppo - una ripresa della strategia secessionista, l'innalzamento di muri, la separazione dell'Italia. Per poi, chissà, ricominciare con pogrom e campi di concentramento, stavolta per meridionali, e via così.

Esagero?

Beh, questa è gente che giura fedeltà alla repubblica e poi diserta la festa della medesima repubblica.

Evidentemente hanno una precisa strategia, una volontà che i loro capi non mancano di esprimere a ogni occasione e a tutti i livelli, anche quelli infimi.
Evidentemente il paese non ha i dovuti anticorpi per reagire a questo avvelenamento.
Evidentemente la democrazia italiana non è così solida come predicano i suoi epigoni che ballano e sghignazzano sul suo cadavere in decomposizione.

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