25 giugno 2008

La democrazia nichilista #4

LA MEDIACRAZIA LETAMINATA

Il fondamento del potere dell'attuale governo è, notoriamente, l'impero mediatico che il capo della destra italiana è riuscito a mettere assieme negli anni grazie a coperture politiche, decreti-legge ad hoc, finanziamenti di origine oscura, un sistema dell'informazione composto per la maggior parte da giornalisti pronti a vendersi senza alcuna vergogna.

In pratica l'attuale regime si presenta come una sostanziale mediacrazia, un potere basato sull'influenza sociale che i mezzi di comunicazione di massa hanno sull'elettorato.

Ma il ruolo e il peso dei mass-media è molto più profondo di quanto si può immaginare. L'Italia, difatti, non è semplicemente vittima di una disinformazione organizzata e radicata. Questa situazione, che pur esiste, non spiegherebbe la profondità della contaminazione fascista che è avvenuta. I mass media del capo della destra italiana hanno provocato, invece, una vera e propria mutazione antropologica nella società italiana instillando una ideologia autocontraddittoria che però ottiene lo scopo di orientare ideologicamente gli italiani convincendoli ad assumere convinzioni e comportamenti contrari ai propri reali interessi.

Nei decenni in cui le televisioni private del capo della destra hanno avuto libertà assoluta di modellare la coscienza degli italiani, affiancate dalle televisioni pubbliche (che quando non sono direttamente controllate dal capo della destra sono ideologicamente supine rispetto alla impostazione dominante delle sue televisioni), il modello antropologico proposto è stato un modello falsamente elitista. Potremmo definire questo modello, con un ossimoro, un elitismo di massa. Infatti i media italiani, tutti assimilibili a questa ideologia di destra, hanno trasmesso agli italiani la convinzione di essere privilegiati, che tali privilegi vadano strenuamente difesi, che c'è un rischio concreto di una perdita di tali privilegi e che un nemico di qualche tipo, indeterminato e proprio per questo maggiormente incubatico, sia pronto a sottrarre tali privilegi alla prima occasione. Questa trasmissione è avvenuta attraverso l'informazione (basti ricordare "l'assalto degli albanesi"), attraverso la pubblicità (il consumo di un prodotto di scarsa qualità e scarso prezzo gabellato come "segno di distinzione", come consumo alternativo e via dicendo), attraverso telefilm, fiction e altre trasmissioni destinate a costruire un falso universo valoriale già pronto e facile da consumarsi, sottraendo a ciascuno la fatica di doversi costruire un proprio sistema di valori. Da questo punto di vista i media della destra hanno supplito egregiamente, nella funzione di controllo e dominio sociale, alla chiesa cattolia che, prima dei media della destra, aveva assunto questa funzione di costruzione di uno specifico universo di valori finalizzato a perpetuare e rafforzare il dominio sociale di una classe sull'altra.

Ha avuto buon gioco, il capo della destra, a proporsi come il difensore, il primus tra i privilegiati, essendo l'uomo più ricco d'Italia e soprattutto l'uomo che con maggior faccia tosta fa esibizione della sua ricchezza. L'operaio che con fatica arriva "alla fine del mese", che spesso arriva soltanto a metà del mese, sente la propria condizione come una condizione di privilegio (magari in rapporto al precario) e ritiene che la massa dannata di coloro che stanno peggio di lui abbia il famelico desiderio di derubarlo dei suoi dubbi privilegi. Al gradino più basso, naturalmente, stanno gli immigrati clandestini, dipinti non a caso dalle televisioni del capo della destra come il nemico pubblico n° 1 il babau da cui abbaimo bisogno di essere difesi per mezzo dell'esercito. L'uomo più privilegiato d'Italia, l'uomo che usa il potere per difendere i propri privilegi, anche calpestando le regole democratiche, è il messia che saprà difendere anche il privilegio surreale di chi guadagna 1000 euro al mese ma ha paura di chi ne guadaagna di meno. Il cavaliere del privilegio è l'unico che garantisce una totale difesa del privilegio, sia quello reale delle classi ricche, sia quello immaginario, indotto dal martellamento dei media, delle classi subalterne

Si tratta di una ideologia feroce, egoistica, che ha eliminato  in modo netto quel poco di mentalità solidaristica che questo paese aveva costruito negli anni del secondo dopoguerra, quando tramite i sindacati, i partiti, le parrocchie, le associazioni, questo paese aveva tentato di trasformarsi in una comunità nazionale legata da vincoli solidaristici. Questo insieme di rapporti sociali, di interdipendenza, di solidarietà è stato cancellato dall'ideologia dei media della destra, sostituendolo con una società puntiforme, nucleare, chiusa nella difesa dei propri ipotetici (se non illusori) privilegi. Ciascuno si sente circondato da nemici, ciascuno sente di volere essere protetto da tali nemici, ciascuno è pronto a tutto pur di trovare un protettore, una guida, un DUCE, che gli assicuri tale protezione. Ciascuno è disposto a pagare qualsiasi prezzo, fosse pure la democrazia, per ottenere tale protezione. Le televisioni della destra hanno saputo fare quello che il fascismo non era riuscito a portare a termine.

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La democrazia nichilista

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