30 giugno 2008

La democrazia nichilista #5


IL POPULISMO TEURGICO
Il rapporto tra il popolo, anzi tra l'informe massa dei sudditi e il capo della destra italiana è un rapporto che travalica qualsiasi logica e intelligenza. Dal 1994, da quando il capo della destra ha compreso che era giunto il momento di raccogliere quanto seminato in due decenni di martellamento televisivo, l'Italia ha subito un processo di irrefrenabile istupidimento. O meglio, il popolo italiano ha progressivamente delegato ad altri la fatica del pensiero. Questo è il rapporto che lega la massa elettorale alla destra e, soprattutto, al suo capo. Ma qual è l'arma usata per esercitare un simile controllo? La destra, il suo capo, hanno utilizzato le televisioni per creare un mito. Il mito dell'uomo vincente, di colui che in qualsiasi azione e scelta della sua vita è riuscito ad avere successo. Basti pensare a quante volte è stato ripetuto il mantra dell'uomo che ha costruito un impero, dell'imprenditore-Mida che ha creato dal nulla migliaia di posti di lavoro, del non professionista della politica che è un uomo del fare, un uomo concreto e tutte le altre balle che vengono diffuse per creare e propinare alla masse il mito del capo. Poco importa da dove provengano i finanziamenti iniziali che hanno permesso la creazione dell'impero, poco importano i rapporti oscuri con la P2, con personaggi come Mangano, con politici comeCraxi . Alla massa non importa nulla di tutti i misteri che stanno all'origine delle fortune del capo, alla massa interessano solo le fortune, solo le ricchezze.
Normalmente l'esibizione pacchiana della ricchezza risulta fastidiosa, normalmente vedere un uomo che fa mostra del proprio privilegio provoca una reazione di rigetto. Nel caso del capo della destra no. Lui esibisce le sue ricchezze, a partire dalle ville, lui mostra di essere ricco e ne fa il primo gradino del culto che pretende. Più che di culto della personalità si può parlare di un culto dell'apparenza. D'altra parte il kitsch lo contraddistingue in ogni momento. Gli strani copricapo, il tifo calcistico, le corna in pubblico, le barzellette sboccate. Tutto parla di un parvenu che non si è ancora adattato al suo ruolo, tanto è vero che la grande borghesia italiana, quella "storica" ha faticato ad accettarlo e solo tra gli industriali medio-piccoli, i bottegai diventati ricchi, il capo è idolatrato allo stesso modo in cui lo è dalle masse.
Ma il capolavoro è stato aver trasformato questo personaggio in un mediatore magico. L'altro mantra che sentiamo sempre è il "ci penso io". Ogni problema, ogni difficoltà, ogni dramma si risolverà magicamente grazie al suo intervento. Monnezza ? ci pensa lui! Crisi economica? ci pensa lui! delinquenza? ci pensa lui! sempre lui! Affidarsi a lui, votare per lui non è una scelta cosciente e intelligente, è un atto di fede, l'affidarsi a un mago o a uno stregone. L'Italia che vota per lui è la stessa Italia che telefona al mago Do Nascimiento, che acquista le creme miracolose di Wanna Marchi, che accorre in massa da Padre Pio per ottenere salute, fortuna, amore e conforto. Quello che accade in una parte consistente degli italiani, massa teledipendente, è semplicemente un atto di fede; la fede in un uomo che si presenta come un mago, un teurgo, un profeta, un "unto" che ha in mano la ricetta facile per risolvere i problemi. Quello che gli italiani non vogliono accettare è l'idea che per ottenere dei risultati occorra compiere dei sacrifici. E' questo l'ostacolo su cui è inciampato il governo Prodi: l'illusione che dicendo la verità agli italiani questi avrebbero capito e apprezzato, avrebbero accettato che alla gravissima situazione italiana occorresse ovviare con una politica dura, di sacrificio e di impegno comune. Gli italiani invece vogliono lo stregone, il ciarlatano che con sorrisi e pacche sul sedere dica loro che tutto va bene, che tutto si risolverà facilmente, che loro saranno ricchi e felici e che non esistono problemi ma solo facili soluzioni. Una consistente parte degli italiani crede al pifferaio e lo segue, il dramma è che questa parte sta trascinando nel baratro anche quelli che hanno conservato abbastanza intelligenza da non farsi incantare. 

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