04 giugno 2008

La guerra 1

La guerra non è ancora cominciata, anche se le prime avvisaglie già si possono intravedere. La guerra scoppierà, con puntualità, nei prossimi mesi o, al massimo tra uno o due anni. Entro metà legislaura, in ogni caso.

Quale guerra? Ma naturalmente la guerra contro la scuola pubblica. Il nemico numero uno di ogni fascismo e, a maggior ragione, il nemico numero uno di questo fascismo strisciante e mellifluo che si è insediato al potere.

Perchè la scuola pubblica? Ma perchè la scuola pubblica, in questo paese, è forse l'ultimo baluardo, per quanto derelitto e abbandonato, di una laicità che si tende a cancellare dalla memoria, dalle coscienze, dagli ordinamenti, dalla logica.

La scuola pubblica ha un mortale difetto: per lei tutti sono (dovrebbero essere) uguali. Il figlio del ricco e del povero, del sud o del nord, dell'immigrato clandestino o del leghista ignorante. Per la scuola pubblica tutti uguali. Non esiste (non dovrebbe esistere) una differenza tra seguaci di religioni diverse, tra persone con diverse opzioni politiche, tra persone con diverse identità sessuali. La scuola pubblica è il solo luogo in cui, in questo paese, si possa tentare ancora di applicare quella Costituzione che il potere fascista si appresta a cancellare, stravolgere, stuprare.

La scuola pubblica è nemica delle rincoglionenti realtà televisive fatte di amici, di grandi fratelli e di altre idiozie. La scuola pubblica è nemica degli stadi in cui viene incanalata e gestita la violenza repressa creata dal potere per controllare le masse. La scuola pubblica è nemica della prassi disumanizzante e alienante del ciclo discoteca-notteinsonne-alcool-droghe-velocità.

La scuola pubblica è (dovrebbe essere) luogo di critica, di coscienza, di crescita, di laicità, di intelligenza.

La scuola pubblica, dunque, è nemica di questo potere fascista e, dunque, deve essere combattuta, abolita, messa in condizione di non nuocere.

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